Scotti, bene Jobs Act, serve coraggio di non essere conservatori

Roma, 11 apr. (Labitalia) - "Se uno legge i contenuti del Jobs act scopre che i problemi sono gli stessi, sono cambiate le situazioni esterne con cui bisogna confrontarsi e quindi bisogna avere il coraggio di non essere dei conservatori in questo momento, perchè la realtà non è più quella che giustificava dei comportamenti e delle norme". Così Vincenzo Scotti, rettore della Link Campus University e già ministro del Lavoro tra la fine degli anni '70 e '80, commenta, con Labitalia, a margine di un convegno a Roma organizzato con la Fondazione studi dei consulenti del lavoro, il Jobs act del governo, ricordando la sua esperienza alla guida del ministero del Lavoro.

"Dobbiamo sciogliere - insiste Scotti - i nodi che ci trasciniamo da tempo non perchè c'è un problema di bene o di male, ma perchè l'organizzazione del lavoro, e la risposta a un obiettivo fondamentale per il Paese che è quello di raggiungerere la piena occupazione, richiede una capacità di adattamento dei comportamenti, delle regole, e del ruolo dello Stato e dei soggetti privati collettivi".