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Amway, da policy maker cambiamento a supporto imprenditori

Amway, da policy maker cambiamento a supporto imprenditori

Roma, 20 mar. (Labitalia) - "E' necessario che i policy maker comprendano le ragioni che spingono gli imprenditori ad assumersi i rischi che, alla fine, porteranno a un cambiamento sostanziale nella loro vita. Per questo i dati del rapporto Amway sono fondamentali per aiutare i leader a capire tali motivazioni e, soprattutto, per apportare i cambiamenti necessari a supportare una cultura dell'imprenditorialità". Così l'ambasciatore degli Stati Uniti d'America, John R. Phillips, in occasione della presentazione del Rapporto Amway sull'imprenditorialità. "Ciò che possiamo fare -sostiene- per favorire il mondo dell'imprenditoria è la creazione di un mercato transatlantico più vasto. Noi riteniamo che la partnership transatlantica per il commercio e gli investimenti, attualmente in fase di negoziazione, offrirà opportunità enormi alle piccole e medie imprese così come agli imprenditori, sia in Italia che negli Stati Uniti".

"Noi crediamo -afferma Michael Meissner, vice president corporate affairs, Amway Europe & Southern Africa- che il lavoro dell'imprenditorialità abbia un'importanza incontestabile per le economie nazionali. I governi, le istituzioni finanziarie e quelle deputate alla formazione dovrebbero quindi unire gli sforzi per ridurre gli ostacoli strutturali e creare una base condivisa per tutti quelli che desiderano avviare una propria attività. Dobbiamo diffondere -aggiunge- una cultura che valorizzi l'imprenditorialità, che incoraggi i potenziali imprenditori e che li aiuti a superare la paura del fallimento".

"Ormai i giovani -osserva il sottosegretario al ministero del Lavoro, Massimo Cassano- sono molto scolarizzati, in Italia, ma il famoso posto fisso non è piu' tanto facile trovarlo. Per questo le giovani generazioni tendono a mettersi in proprio, come rileva il rapporto Amway, creandosi in un certo senso il lavoro".

Per la vicepresidente del Senato, Linda Lanzillotta, "la pubblica amministrazione da anni ormai non è più uno sbocco di lavoro sicuro, per non parlare delle banche che hanno grandi piani di ristrutturazione". "Il modello economico -auspica- va cambiato, creando per esempio un maggiore accesso al credito per le imprese".

"Bisogna fare in modo -continua Jacopo Morelli, presidente nazionale dei Giovani imprenditori di Confindustria- che in questo Paese torni semplice fare le cose che invece, per le imprese sono difficili. Partendo proprio dal fisco che definirei una vera e propria confisca. Il lavoro a livello autonomo viene considerato un 'paria' perchè viene penalizzato da una pressante fiscalità. Se vogliamo parlare di sviluppo -avverte Morelli- va benissimo, pero' dobbiamo mettere una cultura diversa nella parola politica".

"E' compito di chi amministra il nostro Paese -osserva Davide Faraone, responsabile welfare della segreteria nazionale del Pd- di abbattere le barriere affinchè ci possa essere un Paese liberale. Oggi -rimarca- c'è più scuola e molto meno lavoro rispetto agli anni passati e un sistema pensionistico in grande difficoltà. Per questo bisogna cambiare lo stato sociale attuale".

Comunque, secondo P aola Pelino, vicepresidente della commissione Industria del Senato, "nell'imprenditore prevale comunque l'ottimismo a prescindere dal clima che c'è". "Certo -dichiara- si fa ancora molto poco per gli imprenditori, le politiche sono insufficienti anche per continuare a mantenere quel 'made in Italy' che ci ha contraddistinto all'estero. Per le donne poi serve un welfare piu' generoso che favorisca la conciliazione tra lavoro e famiglia".

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