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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

La crisi economica al centro dei giornali in edicola.

Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

“Più importante delle esenzioni fiscali, è un’opera di semplificazione che renda prevedibile la controparte pubblica: lo Stato centrale e ogni settore della pubblica amministrazione”. Così il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in un’intervista a ‘La Repubblica’.

Per Padoan “sì, tra gli investitori basati negli Stati Uniti c’è interesse ad acquistare portafogli di crediti dalle banche italiane, a dimostrazione che se ne possono ricavare dei profitti. Lo stesso vale per gli immobili, ed è importante perché nel nostro programma di privatizzazioni figurano delle vendite di immobili. Ho potuto verificare un interesse degli investitori esteso a diverse tipologie di attivi, proprio come avevo visto a Londra. E’ una ragione in più -conclude Padoan- per rafforzare lo sforzo del governo che sta modificando la percezione del nostro Paese”.

“Quella dei tassisti è la reazione di chi si trova di fronte ad una novità che scardina equilibri protetti”. Le proteste di piazza contro Uber non hanno affatto sorpreso il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella, come spiega in un’intervista a ‘Il Messaggero’. Il quale, pur affermando che le esigenze di liberalizzazione del mercato del trasporto urbano vanno difese e incentivate, non esclude ‘forme di compensazione’ in favore degli interessi che i tassisti giudicano violati.

“Si tratta di una reazione -insiste Pitruzzella- che tende a mantenere lo status quo. Voglio però ricordare che Uber non è altro che una evoluzione rispetto ai tradizionali servizi di radiotaxi”.

“Rispetto al governo, che per il 2014 prevede una crescita dello 0,8%, abbiamo una visione più prudente, dello 0,5%. Certo, andiamo verso una ripresa, ma ancora un po’ fragile e non molto diffusa”. Così, intervistato da ‘La stampa’, Gregorio De Felice, capo economista di Intesa Sanpaolo.

“Il ciclo degli investimenti delle imprese -continua- ancora non si vede, e a questi sono legate le assunzioni. Con una disoccupazione elevata la dinamica della spesa delle famiglie resta modesta”.

Il ministro Padoan “in realtà basa le sue affermazioni sul suo lavoro precedente, quando era vice capo economista all’Ocse e il suo ufficio si occupava anche di indicatori anticipatori. Martedì è uscito quello di giugno che per l’Italia segna un andamento molto positivo e crescente”. Così Francesco Daveri, economista dell’Università di Parma, intervistato da ‘La Stampa’.

“Si guarda agli ordini industriali, alle aspettative di famiglie e imprese: l’ indicatore è il risultato di una grande apertura di credito al governo Renzi. Apertura che potrebbe portare le famiglie a spendere di più e le imprese a correggere i brutti dati sugli investimenti, responsabili del -0,1% del Pil nel primo trimestre. Se accadrà questo, tra sei mesi saremo qui a dire che il ministro dell’Economia aveva ragione”.

“La cosiddetta ‘corruzione collusiva’ - in cui non c’ è un soggetto attivo e uno passivo ma un patto liberamente accettato da tutti - è la più difficile da debellare penalmente se non c’ è qualcuno, all’ interno del patto, che parli o commetta un errore. Bisogna fare una riflessione più generale e chiedersi chi, in questo sistema, è il più responsabile: il pubblico ufficiale? l’impresa? l’amministratore delegato? il Consiglio di amministrazione? il partito politico? Non credo che il sistema penale riesca ad acchiappare questa complessità”. Così Nicola Bonucci, direttore dell’Ufficio legale Ocse, analizza, con il ‘Sole 24 ore’ il salto di ‘qualità’ fatto dalla corruzione in questi anni.

“La delega del governo sul lavoro è il completamento della revisione normativa iniziata con il decreto approvato di recente dal Parlamento. Al convegno dei giovani industriali, il ministro Poletti ha dichiarato che la delega verrà approvata entro la fine dell’anno”. Così, in un intervento su L’Unità, il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano.

Per Damiano, “come sempre siamo interessati, prima che ai tempi, ai contenuti e siamo convinti che sia necessario innovare il mercato del lavoro tenendo nel giusto equilibrio le ragioni dell’impresa con quelle dei lavoratori”.

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