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Consulenti lavoro, società tra professionisti producono redditi autonomi

Calderone, atto a vertici Agenzia entrate di aver ascoltato attentamente nostre argomentazioni

Consulenti lavoro, società tra professionisti producono redditi autonomi

“Le società tra professionisti producono redditi di natura autonoma. La previsione contenuta nel decreto legislativo sulla semplificazione fiscale fa finalmente chiarezza in materia e mette la parola fine alla ridda di ipotesi e interpretazioni che si sono susseguite negli ultimi anni”. A dirlo i consulenti del lavoro, ricordando che “la disposizione mira a semplificare il regime fiscale applicabile nei casi di partecipazione a società tra professionisti costituite ai sensi dell’articolo 10 della legge 183 del 2011, chiarendo che trovano applicazione, in qualunque tipologia societaria scelta, le disposizioni fiscali dettate per le associazioni senza personalità giuridica costituite per l’esercizio associato di arti o professioni”.

“Di conseguenza, il reddito è imputato a ciascun socio -precisano- per trasparenza in proporzione alla sua quota di partecipazione agli utili consentendogli di farlo valere anche a fini previdenziali. Stesso discorso è applicabile ai fini Irap“.

“Non poteva che essere così -commenta Marina Calderone, presidente del Comitato unitario delle professioni e del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, che ha da sempre sostenuto questa tesi- e, d’altronde, qualunque ragionamento logico-giuridico ha sempre condotto a questa conclusione. E su questo devo dare atto ai vertici dell’Agenzia delle entrate di avere ascoltato attentamente le nostre argomentazioni”.

“Sulla natura giuridica delle società tra professionisti -ricordano i consulenti- vi sono stati innumerevoli interventi, alcuni a dire il vero estemporanei, ma il primo ad avere argomentato in modo giuridicamente pregnante sulla natura autonoma delle stp è quello della Fondazione studi consulenti del lavoro. Esattamente un anno fa con la circolare numero 5 si anticipavano le conclusioni a cui è giunto il governo nei giorni scorsi”.

“La società tra professionisti, riporta la circolare numero 5 del 2013 della Fondazione studi presieduta da Rosario De Luca, è assimilabile -sottolineano- dal punto di vista tributario all’associazione professionale con la conseguenza che ciò comporterebbe l’esclusione dal campo di applicazione dell’Ires e l’assoggettamento al versamento dell’Irap. La principale conseguenza di questa assimilazione di fatto alle associazioni senza personalità giuridiche è di riconoscerne la natura autonoma, derivante dall’esclusività dell’oggetto dell’attività, indipendentemente dalla tipologia di società scelta”.

“Ciò significa che anche una società tra professionisti creata sotto forma di società di capitali -fanno notare i consulenti- applicherà la tassazione prevista per le società semplici con l’attribuzione dei redditi ai soci a seconda della loro quota di partecipazione agli utili e la tassazione degli stessi ai fini Irpef”.

“Dunque, con le previsioni del decreto legislativo di semplificazione fiscale - spiegano - viene posta una pietra miliare sul futuro delle società tra professionisti che ora potranno trovare impulso, sgombrato com’è ora il campo dai dubbi accumulatisi in questi anni, anche con riferimento alla fallibilità delle stesse non più ipotizzabile”.

“Si sbloccano cosi le tantissime situazioni attualmente in sospeso, come ad esempio quelle dei Ced in attesa di trasformarsi in Stp, proprio perché mancante questo chiarimento normativo sulla natura tributaria delle società tra professionisti. Ora, dunque, saranno moltissimi Ced che si trasformeranno in Stp, con la conseguente iscrizione all’Ordine dei consulenti del lavoro”, concludono.

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