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Consulenti lavoro a Poletti: ecco riforma per ripartire

I professionisti, cambiare politiche, incentivi e disposizioni sbagliate.

Consulenti lavoro a Poletti: ecco riforma per ripartire

Rimettere l’Italia sulla strada del lavoro. Con contratto unico a tutele progressive e revisione del sistema della formazione professionale e dell’apprendistato, ammortizzatore unico e revisione dei titolo V della Costituzione. E’ questo l’obiettivo del programma di riforma dei consulenti del lavoro presentato oggi in occasione dell’apertura del congresso nazionale dei professionisti, in corso a Fiuggi, alla presenza del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. E’ un programma, spiegano i consulenti del lavoro, “declinato in proposte immediatamente realizzabili e in grado di produrre risparmi per lo Stato, e per farlo dobbiamo cambiare metodo, passo e contenuti”.

Per i professionisti, “quanto non funziona va cambiato”. “Buona parte della disoccupazione italiana - avvertono - dipende da politiche, incentivi e disposizioni sbagliate. Far funzionare il mercato del lavoro aiuta l’economia a creare opportunità e a promuovere lo sviluppo. Per sostenere lo sviluppo, serve anche un sistema previdenziale sostenibile, giusto e condiviso, che non alimenti privilegi e favorisca il passaggio generazionale”.

Per questo motivo, i consulenti del lavoro “presentano alle istituzioni un programma di riforma del lavoro e della previdenza, con proposte collegate a una strategia di fondo: sostenere l’attivazione delle persone sul lavoro e un sistema di regole che premi e favorisca quella laboriosità degli italiani che è spesso ostacolata da leggi che sono troppe, poco o male attuate e a volte sbagliate”.

Per i professionisti, è necessario “impostare politiche del lavoro e previdenziali che escano dalla fase di emergenza, per porsi come strategia attraverso cui uscire dalla transizione e guidare il cambiamento necessario verso un nuovo modello di sviluppo basato su qualità e competitività; promuovere interventi in grado di collegare lavoro e sviluppo attraverso il ruolo del capitale umano e la funzione della capacità di innovazione dei sistemi e di aumento della produttività”.

E ancora “definire meccanismi di funzionamento dei sistemi economici e del lavoro basati sulla valutazione, sulla premialità, sulla verifica costante dei risultati; misurare e valutare le politiche pubbliche per la formazione, l’attivazione e gli incentivi sulla base del reale impatto sull’economia e sul mercato del lavoro”. Secondo i consulenti, è necessario “collegare la flessibilità al welfare, le transizioni sul lavoro a un quadro di tutele universalistico, basato sulla condizione individuale e non più solo sul settore economico produttivo dell’impresa da cui si proviene o sulla categoria di appartenenza”.

I professionisti chiedono di “rivedere il Titolo V della Costituzione per affermare un sistema nazionale del lavoro che abbia regole condivise su tutto il territorio, con servizi e prestazioni in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini e alle esigenze delle imprese ovunque si trovino, superando gli attuali venti diversi sistemi regionali”.

Al centro delle richieste dei professionisti, anche “l’estensione a tutti i disoccupati dell’ammortizzatore unico, con la condizionalità tra l’erogazione del sussidio e la partecipazione obbligatoria a interventi per il reimpiego e per l’inserimento al lavoro gestiti da servizi per il lavoro più efficienti e presenti”. Nel programma dei professionisti anche “l’obbligo di partecipazione per ogni studente ad esperienze in azienda, nelle scuole di ogni ordine e grado, con la revisione del sistema della formazione professionale e dell’apprendistato, con la previsione di un contratto di ingresso con clausola formativa per i profili più bassi e per l’ingresso nel mondo del lavoro”.

I consulenti chiedono, quindi, “il contratto unico di lavoro subordinato, a tutele progressive, e la definizione del Testo unico del lavoro, come raccolta di tutte le norme di legge che disciplinano le varie fattispecie del rapporto di lavoro, in un testo organico che costituisca il punto di riferimento per tutti gli operatori del mondo del lavoro”.

E per i consulenti “va cambiato l’apparato sanzionatorio del lavoro, garantendo certezza del diritto”. Ancora i punti salienti della riforma della previdenza per i professionisti puntano a “rendere equo e universale il sistema delle tutele previdenziali, con attenzione alla condizione delle nuove generazioni”.

E ancora i professionisti chiedono di “provvedere all’eliminazione dei privilegi nei fondi pensione pubblici e privati (con interventi proposti che determinano complessivamente più di un miliardo e mezzo di risparmio annuo, da investire nelle misure per i giovani)”.

I consulenti chiedono quindi di “sostenere la staffetta generazionale: con l’istituzione di un obbligo in capo al datore di lavoro di operare nuove assunzioni di giovani dipendenti nella misura e a condizione che il rapporto di lavoro del lavoratori prossimi alla pensione subisca una trasformazione da tempo pieno a tempo parziale almeno pari al 50% (con copertura previdenziale piena)”.

Per i professionisti, quindi, è necessario “definire l’ammortizzatore unico universale, come tutela del reddito per ogni disoccupato, subordinata alla partecipazione obbligatoria a interventi di reimpiego e attivazione al lavoro, promossi dai servizi per l’impiego accreditati, da rafforzare e sostenere con la remunerazione a risultato”.

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