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Zambrano: pos imposizione tecnica e gravosa

Zambrano: pos imposizione tecnica e gravosa

"L'obbligo del pos per i professionisti è un'imposizione tecnica e gravosa". Lo dice a Labitalia Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri e coordinatore della Rete delle professioni tecniche. "L'elusione non si combatte in questo modo -spiega- inoltre non si fanno neanche gli interessi dei clienti".

"Siamo in presenza -avverte Zambrano- di un regalo al sistema bancario a danno di professionisti e committenti. Le banche, infatti, potranno lucrare attraverso le commissioni sulle transazioni e i canoni di locazione dei pos, mentre professionisti e committenti dovranno necessariamente farsi di carico di costi aggiuntivi. Questi, inoltre, non porteranno nulla in termini di tracciabilità in quanto, almeno per quanto riguarda le professioni tecniche, la totalità dei pagamenti, a causa dell’entità degli importi, avviene attraverso meccanismi tracciabili quali bonifici e assegni che, al contrario delle carte di debito, non hanno alcun costo di gestione o se ce l’hanno sono minimali”.

“In una circolare -ricorda- abbiamo fornito indicazioni operative per esplicitare la portata dell’obbligo e per spiegare come lo stesso possa essere comunque subordinato all’accordo preventivo tra le parti".

"In caso di ingiustificato rifiuto -si legge nella circolare- da parte del professionista (eventualmente sprovvisto di pos) a ricevere il pagamento, egli non perderà il diritto a ottenere il proprio onorario, ma si verrà a determinare una situazione di stallo, derivante dalla cosiddetta 'mora del creditore', in base alla quale il cliente non sarà certamente esonerato dal pagamento della prestazione, ma sarà legittimato ad avvalersi degli strumenti concessi dalla legge per provvedervi".

"Per ovviare a simili inconvenienti -continua la circolare- appare certamente possibile, almeno nella prima fase di applicazione della normativa, che professionista e cliente concordino preventivamente e per iscritto, sin dal momento dell'assunzione dell'incarico, la modalità con la quale il pagamento sarà effettuato, specificando eventualmente di volersi avvalere di una modalità di pagamento alternativa al pos (bonifico bancario, assegno o contanti fino alla soglia di 1.000 euro)".

"In difetto, qualora, a prestazione effettuata, il cliente richiedesse di corrispondere l'onorario tramite carta di debito -conclude- il professionista non potrebbe, infatti, più sottrarsi all'onere di dotarsi del sistema pos, ferme restando le conseguenze di legge. In ultima analisi, un accordo preventivo sulla modalità di pagamento che sarà utilizzata consente, sia al professionista, sia al cliente stesso, di evitare problemi al momento dell'effettiva corresponsione dell'onorario".

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