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In Italia 6 mln imprese, quasi 500mila controllate da stranieri

Giovedì 10 luglio presentazione Rapporto immigrazione e imprenditoria 2014

In Italia 6 mln imprese, quasi 500mila controllate da stranieri

Le imprese, in Italia, sono 6.061.960, di cui 497.080 controllate da persone nate all’estero. Questo il dato di partenza del 'Rapporto immigrazione e imprenditoria 2014' (edizioni Idos), che verrà presentato giovedì 10 luglio, all'Auditorium di via Rieti, a Roma, l'area provinciale con il maggior numero di imprese immigrate (51mila) e l'incremento più consistente dopo la provincia di Napoli.

Alla presentazione interverranno, insieme ai rappresentanti delle organizzazioni promotrici, il senatore Claudio Micheloni, presidente del Comitato per le questioni degli italiani all'estero, e il direttore generale dell’Immigrazione e delle politiche di integrazione presso il ministero del Lavoro, Natale Forlani.

"Le imprese individuali superano la metà del totale -si legge in una nota- tra quelle controllate dagli autoctoni (51,9%) e arrivano all’80,6% (oltre 400mila) tra gli immigrati, che però si stanno aprendo in misura crescente anche a forme di impresa più complesse, come le società di capitali. In ogni modo, gli imprenditori nati all'estero sono riusciti a mantenere un significativo dinamismo imprenditoriale anche in questi anni di crisi, compensando la tendenziale diminuzione delle imprese guidate dagli italiani".

"Nel 2013, mentre per le imprese italiane il segno -continua- è stato uniformemente negativo (-0,9% a livello nazionale), quelle che fanno capo a lavoratori immigrati hanno registrato un andamento positivo (mediamente del 4,1%) che induce a confidare sulla possibilità di un loro ulteriore supporto al sistema economico-produttivo italiano come anche allo sviluppo dei Paesi di origine".

"Sul territorio il panorama -fa notare- è frastagliato, con una maggiore concentrazione delle iniziative nel Nord, quindi nel Centro e, infine, nel Meridione. Anche la Commissione europea, nel Piano d'azione imprenditorialità 2020, ha attribuito a questi operatori un ruolo importante per il rilancio dell'Unione".

"Purtroppo, la comprensibile attenzione agli investitori esteri (in Italia sono meno di mille l'anno i visti d’ingresso concessi per tale motivo) non deve indurre -avverte- a trascurare gli immigrati che continuano a passare dal lavoro dipendente a quello autonomo-imprenditoriale e che possono fare dell'Italia il Paese europeo leader per numero di imprenditori nati all'estero".

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