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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

"C'è piena convergenza di vedute sulla necessità di nuove politiche economiche per ridurre il malessere sociale. Ma abbiamo un dialogo aperto pure con la Germania e l'apprezzamento della cancelliera Merkel sul ministro Mogherini lo conferma. Del resto, sulle riforme in materia di lavoro, la Germania è un modello da seguire". Così, in un'intervista a 'Avvenire', il sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi.

"Oggi si apre la terza fase di vita dell'azienda. All'inizio la nascita, poi il passo indietro del fondatore con la nomina di Andrea Guerra come amministratore delegato, ora un triumvirato perché, nel frattempo, l'azienda ha più che raddoppiato le vendite arrivando a 7,5 miliardi di euro". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', Leonardo Del Vecchio che, alla soglia degli 80 anni, ha deciso di riorganizzare il vertice di Luxottica e varare una nuova governance. "Ritrovare un po' di entusiasmo e voglia di investire -auspica riferendosi all'Italia- basterebbe una crescita anche piccola, magari dell'1%, per spezzare la spirale negativa. Siamo tutti mortificati da un'Europa che ci strozza un po'. Servono più fiducia e più consumi. Occorrono riforme e puntare sullo sviluppo".

I consulenti del lavoro sono stati il primo Ordine che ha sottoscritto con il Miur la convenzione per il tirocinio professionale. A fare un bilancio dei primi otto mesi, in un'intervista a 'Italia Oggi', il vicepresidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, Vincenzo Silvestri. "Il problema principale che si è subito presentato -sostiene- è stato quello della tipologia dei diplomi di laurea su cui incardinare la convenzione stessa. Con le modifiche apportate alla legge 12/79, il legislatore ha scelto di indicare i tre indirizzi principali per l' accesso individuandoli nelle facoltà di giurisprudenza, economia e scienze politiche, ma preceduti dalla frase 'insegnamenti riconducibili a...', che con la proliferazione dei percorsi di studio ha provocato non pochi problemi di interpretazione nell'individuazione concreta dei titoli utili all'ammissione al tirocinio".

"Si è assistito, infatti, a diversi tentativi -ammette- di riconoscere dei percorsi di laurea, che anche se apparentemente non coerenti con gli indirizzi principali, presentavano dei piani di studio con materie che potevano 'ricondurre' ai diplomi richiesti. Individuate definitivamente le classi di laurea che danno titolo all'accesso alla professione si è potuto dare corpo ai contenuti, che riassumo: coincidenza del tirocinio con l'ultimo anno di frequenza del corso di laurea; riconoscimento del periodo di sei mesi come parte del praticantato; generazione del credito formativo utile allo studente per il completamento del percorso di studi; integrazione del principio dell'alternanza scuola-lavoro".

"Serve la delega per un Testo unico semplificato, sostitutivo dello Statuto dei Lavoratori, i cui criteri dovrebbero essere l'inclusione, la responsabilità e la produttività, la sussidiarietà". Lo scrive Maurizio Sacconi in un intervento sulla riforma del lavoro pubblicato sul 'Sole 24 ore'.

"In un quadro di maggiore e migliore protezione dei senza lavoro, a partire dall'accesso alle competenze, si devono riprendere e sviluppare le intuizioni di Biagi ampliando le opportunità di ingresso o ritorno nel mercato del lavoro. Altro che canale unico!", spiega tra l'altro il presidente della commissione Lavoro del Senato.

"L'apprendistato può essere il migliore veicolo di recupero dell'abbandono scolastico se semplificato e consentito dai 14 anni in un clima di rinnovato apprezzamento sociale del lavoro manuale -si legge ancora-. Il vincolo legislativo del 20% dei contratti a termine penalizza le piccole imprese senza contrattazione e va rimosso. Come in Germania concorrono ad includere anche i mini jobs regolati da voucher; le stesse associazioni in partecipazione possono essere rivalutate per corrispondere alla condivisione del rischio d'impresa; le partite Iva non devono essere colpevolizzate in base alla percezione soggettiva. E il reddito da lavoro si deve collegare alla maggiore produttività nella dimensione aziendale con accordi collettivi o individuali una volta stabilita per legge la dimensione minima. Sarebbe utile tornare ad una sensibile detassazione di questa parte del salario".

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