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La ricerca, nell'era digitale ascoltare è sempre più difficile

La ricerca, nell'era digitale ascoltare è sempre più difficile

Ascoltare è sempre più difficile nell'ambiente di lavoro digitale odierno. E' quanto emerge dalla ricerca #ListenLearnLead realizzata da Accenture. "Nonostante quasi tutti (96%) i professionisti a livello globale -rileva- si considerano dei buoni ascoltatori, la stragrande maggioranza (98%) trascorre parte della propria giornata lavorativa in multitasking. Infatti quasi due terzi (64%) ammette che l'ascolto è diventato molto più difficile nell'ambiente di lavoro digitale odierno".

Anche i dati riscontrati sul campione italiano riflettono questo andamento: "La totalità degli intervistati dichiara di trascorrere la propria giornata in ufficio lavorando in multitasking. Il 48% afferma che l’introduzione delle nuove tecnologie digitali determina che una quota compresa tra il 50% e il 74% dell’orario di lavoro sia impiegato nello svolgimento di più di un’attività contemporaneamente: una modalità di lavoro che per il 76% degli intervistati italiani rende più difficile l’ascolto".

"Mentre il 66% degli intervistati -fa notare- concorda nel ritenere che il multitasking consente di fare di più al lavoro, oltre un terzo (36%) afferma che sono molte le distrazioni che impediscono di operare al meglio, causando perdita di concentrazione, performance inferiori, minore interazione con gli altri membri del team. Alla domanda su quali fossero i fattori di maggior disturbo durante la giornata lavorativa, gli intervistati hanno citato le telefonate, le riunioni e le visite non pianificate con una frequenza più che doppia rispetto all'instant messaging e agli sms (rispettivamente 79% e 72% contro il 30% e il 28%)".

Metà del campione italiano (55%) "ritiene che grazie al multitasking si può portare a termine un maggior carico lavorativo, sebbene per un 23% questa modalità operativa crei diverse distrazioni che impediscono di svolgere al meglio le proprie mansioni". "Principali fonti di interruzioni della giornata lavorativa indicate dagli italiani sono al primo posto le telefonate (50%), al secondo le email (31%), al terzo posto le visite o riunioni non pianificate (24%)", continua.

La ricerca ha dimostrato che "otto rispondenti su dieci ammettono di lavorare in multitasking quando sono in videoconferenza perché in parallelo scrivono e-mail di lavoro (66%), instant messaging (35%), e-mail personali (34%), utilizzano i social media (22%), leggono news o articoli di intrattenimento (21%). Coloro che ascoltano le telefonate in modo attivo, senza fare attività parallele, è perché hanno effettivamente bisogno di ottenere informazioni oppure hanno un ruolo guida e devono partecipare o seguire la discussione".

"Il digitale sta cambiando ogni cosa e le nuove tecnologie continueranno a proporre sfide e opportunità -ha dichiarato Adrian Lajtha, chief leadership officer di Accenture- mentre i dipendenti diventano sempre più collegati, le aziende leader coglieranno l'occasione per ottimizzare l'uso delle tecnologie sul posto di lavoro, sfruttandone le potenzialità in termini di coinvolgimento dei dipendenti, collaborazione e innovazione".

La ricerca ha anche dimostrato che "la maggior parte degli intervistati (58%) considera la tecnologia fondamentale per i leader che devono comunicare con i team in modo semplice e veloce; inoltre, quasi la metà cita ulteriori vantaggi, per esempio la flessibilità che consente alle persone di lavorare ovunque e in qualsiasi momento (47%) o la maggiore accessibilità (46%)". "Gli italiani si sono dichiarati in linea con questa percezione: il 45% riconosce infatti una maggiore semplicità e velocità nella comunicazione tra leader e team".

Tuttavia, sottolinea "il tema dell’accessibilità è considerato anche come un potenziale ostacolo nei confronti di una leadership efficace: più di 6 donne su 10 (62%) e più di 5 uomini su 10 (54%) ritengono che la tecnologia estenda eccessivamente la presenza dei leader, rendendoli troppo accessibili. Tutti gli intervistati, infatti, concordano nel ritenere che le sfide principali per i leader di oggi siano la gestione del sovraccarico di informazioni (55%) e la continua evoluzione della tecnologia (52%)".

Più di 7 intervistati su 10 (71%) ritengono che "entro il 2030 aumenterà il numero di donne nel ruolo di chief technology officer e oltre la metà (52%) afferma che rispetto all'anno scorso nella propria azienda è cresciuto il numero di donne preparate per ricoprire posizioni di senior manager. In Italia, questo dato è inferiore rispetto alla media internazionale rilevata dalla ricerca: poco più di 4 intervistati su 10 (46%) ritiene che entro il 2030 il numero di donne con cariche C-level nel settore della tecnologia aumenterà; meno della metà (42%) afferma che, rispetto all’anno appena trascorso, all’interno della propria realtà aziendale è cresciuto il numero di donne con una preparazione adeguata a ricoprire incarichi da senior manager".

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