Home . Soldi . . Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

"La proposta della Commissione europea sull'immigrazione non va scambiata per una decisione finale. E' un passo positivo, si fissa un principio nuovo, ma ora tocca agli Stati membri e sappiamo bene quanto siano forti le resistenze anche di Paesi importanti. L'anno scorso abbiamo accolto 170mila immigrati, possiamo accoglierli anche quest'anno. Ma sarà dura, il sistema dell'accoglienza pesa sulla nostra finanza pubblica e l'Europa anche su questo può dare risposte e condividere responsabilità". Così, in un'intervista a 'Avvenire', Paolo Gentiloni, ministro degli Affari esteri e delle cooperazione.

"Nessuno ha la bacchetta magica tuttavia il governo Renzi, tranne gli annunci, ha fatto ben poco per sostenere il sistema delle imprese. Non si tratta certo di elargire contributi ma di garantire l' opportunità di competere: il solo jobs act non basta. Liberalizzare, sburocratizzare, privatizzare non possono rimanere punti di un ordine del giorno che non si realizza mai". Lo scrive su 'Il Giornale', Massimo Blasoni, presidente centro studi Impresa Lavoro.

"Il Governo è convinto che per agganciare in modo stabile la ripresa serva un sostegno forte agli investimenti produttivi. Liberare le banche dal peso dei crediti deteriorati è un imperativo per consolidare la crescita. Si può fare in vari modi. Noi stiamo lavorando a una via italiana e dobbiamo concordarla con l'Unione europea. Sostenere l'innovazione significa per esempio creare una infrastruttura fondamentale per la competitività delle imprese, oltre che per i cittadini, come la banda larga. Siamo agli ultimi posti nel mondo sviluppato su queste reti". Così, in un colloquio con 'Il Sole 24 Ore', il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.

"All'interno dell'Unione tutte le crisi portano sempre allo stesso punto: per salvare l'Europa bisogna cambiarla radicalmente. E mai un momento si è rivelato più adatto di questo per riuscirci. L'Europa ha bisogno di più consenso, di più politica, cioè, in definitiva, di un modo di funzionare diverso da quello attuale. L'Europa ha bisogno di una nuova governance, e quando abbiamo cominciato a lavorare sulle nostre proposte in materia, alla fine di dicembre 2014, non immaginavamo certo che le avremmo rese pubbliche in un momento così critico, ma anche così pieno di opportunità". Lo scrive su 'Il Sole 24 Ore', Sandro Gozi è sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega agli Affari europei.

"The Extraordinary italian taste è il segno unico distintivo agroalimentare che rappresenta la crescita, i nostri obiettivi, la voglia di presentarci uniti sui mercati esteri facendo finalmente squadra. E' la bandiera del cibo e del vino made in Italy nel mondo. Abbiamo raggiunto risultati straordinari in questi anni con un aumento del 70% delle esportazioni agroalimentari italiane. Un successo soprattutto dei nostri produttori che hanno lavorato con passione, aperto mercati, portato l'Italia nel mondo". Lo scrive su 'Il Sole 24 Ore', Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole e forestali.

Abbiamo speso di più. Quando la crisi è cominciata negli Usa, la Germania aveva il più grande deficit di bilancio del secondo dopoguerra. Abbiamo fatto proprio quello che gli economisti internazionali ci suggeriscono sempre: abbiamo sostenuto la domanda. Adesso però l'economia va meglio, perciò abbiamo ridotto il deficit. Facciamo esattamente quello che auspicava John Maynard Keynes. La decisione sui controlli della circolazione dei capitali spetta solo agli Stati membri". Così, in un'intervista a 'La Repubblica, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.