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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

"Il bivio oggi è decidere se il problema del Mediterraneo riguarda tutti o solo i Paesi più vicini. Se prevalgono solidarietà e responsabilità, le soluzioni si trovano: il numero dei cittadini da accogliere altrove, le operazioni di identificazione e di riammissione, la copertura economica. Se invece prevale l'egoismo o la paura, rischiamo di perdere la stessa idea dell'Europa". Così, in un'intervento su 'La Stampa', il premier Matteo Renzi.

"Tra i tanti spunti di riflessione della lettera enciclica Laudato sì a noi preme evidenziare il tema del lavoro. Lavoro e dignità: questo il binomio che ha guidato fin da subito il magistero di papa Bergoglio. Binomio che, nella lettera enciclica, si concreta nel rapporto tra persona e realtà attraverso la dimensione soggettiva e relazionale del lavoro. La dignità nasce e si sviluppa nel rapporto dell'uomo con l'ambiente che lo circonda, e il lavoro è la dimensione che, più di tutte, lo consente o anche, a seconda delle circostanze, rischia di calpestarla e negarla. L'apparente ordinarietà di questa affermazione appare rivoluzionaria se paragonata alla quasi totalità degli aspetti che caratterizzano il dibattito politico e spesso anche sindacale sul lavoro". Lo scrivono su 'Avvenire', il giuslavorista Michele Tiraboschi e il filosofo Francesco Seghezzi.

"Dopo il caso Uber, la compagnia che consente di prenotare una macchina con conducente grazie a un’app, ecco il tentativo di estendere lo stesso sistema a chi consegna merci. Il Governo non può chiamarsi fuori: faccia rispettare le leggi o le modifichi. Se non interverrà la responsabilità sarà tutta sua. A parte le garanzie che debbono essere fornite a chi usufruisce i servizi, i nostri politici hanno pensato a quale potrà essere l’impatto in termini di traffico se ognuno potrà trasportare merci? E la tracciabilità, di cui loro stessi hanno parlato tanto come di un elemento indispensabile, come si pensa di garantirla?" Lo scrive su 'Il Giornale' Paolo Uggè, presidente Fai Conftrasporto e vicepresidente Confcommercio.

"Il Comune ci chiede di firmare un contratto di servizio che é inadeguato dal punto di vista economico e non è nemmeno sufficiente alla copertura di tutti quei costi fissi - personale, gestione e manutenzione degli immobili affidati in gestione dal Comune, ammortamenti e imposte varie - necessari allo svolgimento delle attività istituzionali. Non stiamo parlando delle spese per le attività culturali, perché Palaexpo ha una grande capacita di autofinanziamento con la quale vengono ripagati i costi diretti delle mostre. Quindi si può dire, semplificando molto, che i costi diretti delle attività culturali non gravano sulle finanze del Comune". Così, in un'intervista a 'Il Messaggero', il presidente di Palaexpo, Franco Bernabè.

"Il settore che offre le migliori prospettive è quello finanziario, dai Cat bond, a Solvency II. Questo per quanto riguarda i grandi numeri, mentre per i cosiddetti Affinity e Personal line business in Italia c'è ancora poco mercato, nel senso di poca richiesta di riassicurazione. Siamo ancora molto indietro rispetto al resto d'Europa a causa di una cultura d'impresa refrattaria alle assicurazioni. Ed è una grave lacuna: studi internazionali dimostrano che le imprese più assicurate hanno un miglior accesso al credito. Altro settore promettente è l'automotive, assicurazione flotte auto". Così, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore', Gianluca Venturini Guerrini, ceo di Aon Benfield Italia e ceo di Aon Benfield Facultative Reinsurance per l'area Uk-Emea.

"Serve una riforma profonda delle organizzazioni sindacali perché il mondo del lavoro oggi è frantumato e non ha rappresentanza. E serve più democrazia perché i lavoratori possano eleggere i dirigenti sindacali e votare sugli accordi che li riguardano. Insomma in prospettiva serve un nuovo sindacato unitario e pluralista. C'è una caduta di democrazia nel sindacato italiano. Va bene, per misurare la rappresentatività, la certificazione degli iscritti insieme ai voti ottenuti nell'elezione delle rappresentanze in azienda. Ma per portare le democrazia dentro il sindacato, i lavoratori debbono poter votare sugli accordi che li riguardano e debbono potere eleggere i dirigenti sindacali. Oggi gli unici a metterci la faccia e ad essere eletti dai lavoratori sono i delegati. Noi dirigenti non siamo eletti dai nostri iscritti, siamo cooptati". Così, in un'intervista a 'La Repubblica', Maurizio Landini, segretario generale della Fiom.

"Avrebbe potuto rappresentare un'opportunità per ripensare il tipo di competenze da sviluppare all'interno della scuola, per rivedere i cicli, il tempo pieno. E, invece, vengono immesse in ruolo 100mila persone con l'escamotage delle assunzioni giuridiche facendo ricorso anche a persone che rimarranno per i prossimi 30 anni nelle scuole senza avere le competenze adatte. È un'occasione persa e fa anche più rabbia pensare che, al contrario di quanto è accaduto in passato, stavolta c'erano anche le risorse per ripensare in modo davvero positivo la scuola". Così, in un'intervista a 'La Stampa', Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Giovanni Agnelli.

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