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Mare: Giornata Mondiale degli Oceani, il Wwf la dedica all’Adriatico

Vitale per l’intero Mediterraneo dal punto di vista oceanografico e produttivo e nonostante sia fulcro di un turismo costiero importante e di attività di pesca fiorente, è invece a rischio trivellazioni

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Mare: Giornata Mondiale degli Oceani, il Wwf la dedica all’Adriatico

Roma, 7 giu. - (Adnkronos) - Si celebra l’8 giugno la Giornata Mondiale degli Oceani, e il Wwf accende i riflettori sul Mare Adriatico, vitale per l’intero Mediterraneo dal punto di vista oceanografico e produttivo. E’ questa l’area dove vive la popolazione più numerosa di tursiopi di tutto il Mediterraneo ed è una fondamentale zona di alimentazione per le Caretta caretta, in particolare quelle greche.

Ma l’Adriatico è anche un mare a rischio: pur essendo fulcro di un turismo costiero importante e di attività di pesca fiorente, il rischio trivellazioni al largo delle coste è reale, denuncia l’associazione.

“Con l’entrata della Croazia nella Ue, l’Adriatico diviene a tutti gli effetti l’unico mare interamente europeo nel Mediterraneo e per questo deve diventare un esempio di gestione, dove l’applicazione della Strategia Marina può dare i suoi frutti, dove lo sviluppo economico non deve esplodere a discapito della conservazione della natura, delle sue risorse e dei suoi servizi ecosistemici. Per questo auspichiamo che nell’ambito dell’Unione Europea si ottenga la pianificazione territoriale marina, o Marine Spatial Planning’’, dichiara Marco Costantini, responsabile Mare Wwf Italia.

Sulla punta nord est dell’Adriatico si trova poi la prima area marina statale protetta d’Italia, quella di Miramare presso Trieste, gestita dal Wwf Italia e tutelata anche dall’Unesco in quanto ‘’Riserva MaB - Man and Biosphere’’, certificazione che sigla l’armoniosa convivenza tra uomo e biodiversità e che da quest’anno tutelerà un territorio più ampio coprendo gran parte della Costiera Triestina.

L’ampliamento è stato possibile grazie a un lungo percorso. L’area marina protetta di Miramare partecipa al programma MaB dell’Unesco dai primi anni ‘80; nel 2011 è stato proposto un ampliamento dai 300 ettari iniziali a quasi 3.000, includendo un’ampia zona di transizione marina e terrestre lungo la Costiera Triestina, fascia costituita dall’altipiano carsico calcareo che scende sul Golfo di Trieste e dal tratto di mare prospiciente. Ad aprile, l’Advisory Commitee di MaB-Unesco ha accolto le integrazioni presentate dalle autorità italiane.

Il cuore della nuova riserva MaB è costituito dall’Area Marina Protetta di Miramare, circondata da una buffer zone marina verso il largo e dal parco di Miramare verso terra, sede del Castello di Massimiliano e Carlotta d’Asburgo. Al suo interno si alternano habitat di grande varietà e pregio e si integrano le attività umane di fruizione e di produzione creando i presupposti migliori per un progetto di sviluppo sostenibile e conservazione.

L’Area Marina Protetta di Miramare è anche al centro del progetto Terre@Mare (www.terremare.net) che usa il web e i dispositivi mobili per censire, monitorare e mappare srisorse biologiche e non, e per renderle disponibili a turisti, sea-watcher e bio-watcher marini e terrestri. Una forma di ‘’social-networking’’ che accomuna l’esperienza turistica alla partecipazione scientifica. Il progetto ha costruito una App per smartphone come strumento per visualizzare i dati di archivio e contribuire a mappare le osservazioni ecologicamente più interessanti della propria vacanza.

Tra gli eventi previsti per la tutela dell’Adriatico per questa estate, è in arrivo il Turtle Day: sabato 14 giugno verrà liberata una tartaruga marina dalla spiaggia del Lido di Venezia, riabilitata dopo essere stata trovata ferita ed esausta sulle spiagge venete. L’appuntamento avviene non a caso sull’Adriatico, dove Wwf collabora ed è partner del progetto Netcet, la rete pan-adriatica a protezione di cetacei e tartarughe marine nata nel 2012.

NetCet è un progetto internazionale, coordinato dal Comune di Venezia, a cui aderiscono tutti i Paesi rivieraschi adriatici (Italia, Slovenia, Croazia, Albania, Montenegro), e ha lo scopo di attuare tutte le misure possibili (dalla divulgazione alla ricerca scientifica) per proteggere le cospicue popolazioni di cetacei e tartarughe che ospita l’Adriatico.

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