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A via il Festival dello Sviluppo Sostenibile, ma sui goal Onu 2030 l'Italia è indietro

Oltre 200 appuntamenti in tutta Italia, il Paese indietro sulla realizzazione dei 17 SDGs dell'Onu

APPUNTAMENTI
A via il Festival dello Sviluppo Sostenibile, ma sui goal Onu 2030 l'Italia è indietro

(Fotolia)

Rispetto alla realizzazione dei cosiddetti "SDGs", i goal fissati dall’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile, l'Italia è in ‘zona rossa’, cioè in una condizione critica, in sette dei 17 obiettivi fissati: educazione, occupazione, disuguaglianze, consumo responsabile, lotta contro il cambiamento climatico, pace e giustizia, e partnership. E se è in zona ‘gialla’, invece, nei rimanenti 10, in nessun caso compare in quella ‘verde’, cioè in linea con gli obiettivi.

"È per questo che abbiamo deciso di organizzare il Festival dello Sviluppo Sostenibile che ha lo scopo di diffondere la cultura della sostenibilità, rendere lo sviluppo sostenibile un tema di attualità e centrale nell’agenda politica, e richiamare l’attenzione nazionale e locale sulle problematiche e le opportunità connesse al raggiungimento degli SDGs”, dichiara Enrico Giovannini, portavoce ASviS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

Festival che prende il via oggi da Napoli con l'appuntamento “Italia 2030: che nessuno resti indietro!”, dedicato al decimo dei 17 goal fissati dall’Agenda 2030 dell’Onu (i cosiddetti SDGs). Organizzato dall’ASviS, dal 22 maggio al 7 giugno il Festival prevede oltre 200 appuntamenti su tutto il territorio nazionale, organizzati dai 160 soggetti aderenti all'Alleanza, da università e associazioni.

Il tema delle disuguaglianze, decimo goal dell’Agenda 2030, è stato scelto per l’appuntamento di lancio del Festival a Napoli, organizzato con il patrocinio del Comune.

"L’obiettivo della lotta alle disuguaglianze va visto con uno sguardo ampio perché riguarda la povertà, la malnutrizione, la salute, le discriminazioni di genere, l’educazione, la giustizia, l’accesso alle risorse, condizioni abitative e tanto altro ancora - dichiara Enrico Giovannini, portavoce ASviS - abbiamo deciso di partire da questo goal perché negli ultimi 30 anni il divario tra ricchi e poveri ha raggiunto livelli elevati in molti Paesi avanzati, tra cui anche l’Italia, come testimoniato dall’ultimo Rapporto Annuale Istat”.

Eppure, passi in avanti ne sono stati compiuti: l’Italia è stato il primo Paese dell’Unione Europea e del G7 ad inserire nel Documento di Economia e Finanza alcuni indicatori del Bes, il Benessere equo e sostenibile, un sistema di misurazione della condizione del paese che guarda a concetti molto vicini a quelli incorporati negli SDGs.

Nella definizione della Strategia nazionale di sviluppo sostenibile, inoltre, il Governo italiano ha valutato dettagliatamente il suo “posizionamento” rispetto ai 17 obiettivi (Goal) e ai 169 sotto-obiettivi (Target), individuando un sistema di punti di forza e di debolezza e un sistema di obiettivi strategici organizzati intorno alle aree (5P) – Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership – formulazione che riconosce appieno tutte le dimensioni della sostenibilità dello sviluppo.

Tra i quasi 200 appuntamenti del festival, si segnalano quello del 1 giugno a Milano presso l’UniCredit Pavilion, dedicato al contributo delle imprese e della finanza all’attuazione dell’Agenda 2030; e quello del 7 giugno a Roma, presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, che concluderà il Festival alla presenza delle più alte cariche dello Stato.

“I 17 giorni del Festival rappresentano un momento senza precedenti di confronto e condivisione di idee e pratiche virtuose che possono cambiare il nostro modello di sviluppo e, quindi, le politiche, le strategie aziendali e i comportamenti individuali - spiega il presidente ASviS, Pierluigi Stefanini - Alla fine di questa manifestazione, servirà l’impegno di tutti per mettere in pratica le buone idee utili per portare l’Italia, e non solo, su un sentiero di sviluppo sostenibile”.

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