Tartaday, tartarughe marine protagoniste

Soffocate dalle plastiche, intrappolate nelle reti, intossicate dai rifiuti, ferite dalle eliche: le tartarughe marine hanno bisogno di aiuto. Nel Mediterraneo ogni anno più di 40mila tartarughe perdono la vita a causa di catture accidentali durante le attività di pesca, per il traffico marittimo, a causa dell’inquinamento marino e delle plastiche che vengono scambiate per cibo.

In occasione del Tartaday, la giornata dedicata alla salvaguardia delle tartarughe marine e del loro habitat, i partner e i Centri di recupero e cura delle tartarughe marine aderenti al progetto TartaLife domani apriranno le porte ai visitatori per illustrare il loro lavoro e far conoscere da vicino il mondo delle tartarughe marine.

Ma non solo: alcuni centri organizzeranno le liberazioni degli esemplari curati e pronti per tornare a vivere in mare. Gli eventi (che trovate qui: http://www.tartalife.eu/it) potranno essere seguiti da cittadini e turisti sulle spiagge o sulle barche che accompagneranno le tartarughe marine verso la libertà.

Il progetto TartaLife e i suoi partner, da 5 anni lavorano ininterrottamente 365 giorni all’anno per contribuire fattivamente alla conservazione della tartaruga marina – ha dichiarato Alessandro Lucchetti del Cnr-Ismar di Ancona, capofila del progetto – Lo abbiamo fatto sviluppando e diffondendo fra i pescatori attrezzi da pesca a basso impatto, potenziando i centri di recupero, formando i pescatori su cosa fare in caso di catture accidentali".

"Dopo 5 anni - sottolinea - possiamo dire di avere pescatori più consapevoli, responsabili e collaborativi e questo è senza dubbio il risultato più confortante, anche se tanto resta da fare e tanto continueremo a fare” .

L’attività condotta durante TartaLife ha permesso di stimare che, grazie alla collaborazione con i pescatori professionisti, le catture accidentali possono essere diminuite notevolmente. I pescatori che hanno partecipato agli incontri formativi del progetto possono concretamente agire per recuperare in modo corretto gli esemplari da consegnare ai centri di cura e recupero, e catturare meno esemplari grazie all’utilizzo di strumenti meno impattanti degli ami e delle reti tradizionali.

Ma molto rimane da fare per mettere in sicurezza questa specie in via di estinzione, sempre più minacciata dai rifiuti e dalle plastiche disperse in mare. Oltre il 70% delle tartarughe ricoverate infatti presenta residui di plastiche nel tratto gastrointestinale. Nella maggior parte dei casi si tratta di plastiche fluttuanti che le tartarughe scambiano per meduse ma da questi animali sono stati estratti anche cotton fioc, pezzi di rete, tappi e piccoli oggetti abbandonati in mare.

“Il progetto TartaLife, grazie alla collaborazione tra centri di recupero delle tartarughe marine, enti di ricerca come il Cnr e pescatori, ci ha permesso di contribuire alla salvaguardia delle tartarughe marine e di conoscere le principali minacce per questi esemplari", spiega il presidente di Legambiente Stefano Ciafani.

"Se sul fronte della pesca cominciamo ad avere ottimi riscontri è necessario ora affrontare concretamente il tema dei rifiuti in mare e sulle spiagge. Siamo molto contenti, quindi, che anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, abbia voluto contribuire alla nostra opera di sensibilizzazione con l’adozione simbolica di una giovane Caretta caretta già rimessa in mare. Le tartarughe marine sono a rischio estinzione e solo l’adozione di comportamenti meno impattanti da parte degli umani potrà frenare questo triste fenomeno, perché il marine litter è tra i principali nemici della biodiversità”.

Le principali iniziative del Tartaday: a Manfredonia il Tartaday si celebrerà con un incontro pubblico organizzato dal Crtm (Centro recupero tartarughe marine) di Manfredonia gestito da Legambiente, con la marineria locale (ore 10. 00 Centro Velico Gargano, Cala dello Spuntone - Molo di ponente) su "Pesca sostenibile e salvaguardia delle tartarughe marine".

A Riccione, Fondazione Cetacea invita grandi e piccini a una serie di iniziative con appuntamento alle ore 10.30 presso il centro di recupero di Riccione per assistere al momento del pasto delle tartarughe ospitate, per proseguire poi il 18 agosto con tanti appuntamenti di informazione e sensibilizzazione, giochi a premi e rilascio della tartaruga Ernesto (ore 10.00, presso il Kalima Beach Club di Viserba).

Altri rilasci di tartarughe marine avverranno il 20 e il 27 agosto dalla Spiaggia delle due Sorelle (Ancona), il 22 in mare con partenza dalla spiaggia di Baia Vallugola (Pesaro Urbino) e il 24 con partenza dal Bagno 33 Cattolica (Rimini).

Ad Agrigento per il Tartaday, il Libero Consorzio di Agrigento ha organizzato, sulla spiaggia di Punta Grande (Realmonte), una giornata di informazione sui problemi della biodiversità marina che si concluderà con la liberazione di un esemplare di Tartaruga marina curata nel Centro di Recupero di Lampedusa (ore 11.30, spiaggia di Punta Grande).

Sempre il 17 agosto, l’Area Marina Protetta “Isole Egadi” e il Centro di Primo Soccorso per Tartarughe Marine, festeggeranno il Tartaday con diverse attività tra cui un incontro di educazione ambientale (ore 9.00, presso il Circolo velico Marsala), la liberazione di Isaac, una tartaruga marina ricoverata nel centro dell’Amp Isole Egadi, vittima accidentale della pesca professionale ma salvata proprio dal pescatore che l’aveva trovata imbrigliata nelle sue reti e (alle 19.00) appuntamento ludico-didattico alla scoperta delle tartarughe marine per i bambini.

All’Asinara, il Centro di recupero animali marini di Cala Reale sarà aperto al pubblico dalle ore 10.00 alle 16.00 per attività ludico-didattiche e informative dedicate in particolare alla collaborazione con i pescatori professionisti ed alla sperimentazione di nuove tecniche di pesca volte a ridurre la mortalità delle tartarughe marine.