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Strumento anti-crisi o di marketing, nei "non-negozi" lo shopping è gratis

mercatini e bazar 'money-free', per solidarietà o per fare pubblicità

BEST PRACTICES
Strumento anti-crisi o di marketing, nei non-negozi lo shopping è gratis

Solidarietà, cultura del riuso, ricetta anti-crisi o strumento di marketing. Motivazioni diverse tra loro che hanno dato vita a una nuova tendenza, quella dei cosiddetti “non negozi”: supermercati, bazar, mercatini “money-free” nei quali ottenere beni e servizi, senza mettere mano al portafogli. Come? Ecco qualche esempio.

I cittadini di Bolzano possono portare gli oggetti che non usano più, ma che potrebbero servire ad altri, a “Passamano”; chi ha bisogno, può prendere in questo “non negozio” fino a 5 oggetti a settimana, senza pagare niente, dai libri agli articoli sportivi, dai piccoli elettrodomestici ai giocattoli e i vestiti. “E' una filiera tutta gratuita che ho avviato grazie a un negozio ereditato, che ho messo a disposizione gratuitamente e in cui oggi lavorano tra i 25 e i 30 volontari – spiega all'Adnkronos l'ideatore Alessandro Borzaga - non si paga niente, chi vuole può fare un'offerta ed è grazie alle donazioni che paghiamo le spese telefoniche o le bollette”.

Iniziativa di successo, visto che “dopo due anni e mezzo abbiamo preso anche un laboratorio in cui realizziamo oggetti d'arte o di uso comune e riparazioni di bici - aggiunge Borzaga - E grazie al Comune e alla municipalizzata dei rifiuti, abbiamo dato vita a 'Passamano in piazza': una volta al mese, ogni volta in una piazza diversa, i cittadini possono portare oggetti, anche di grandi dimensioni, e lasciarli lì per chi ne ha bisogno”.

A Bologna, nel quartiere Santo Stefano, c'è invece un mercatino che unisce promozione della cultura del riuso e beneficenza. Si chiama Re-Use for Good e ad aprirlo è stata l'associazione Re-Use with Love per fornire gratuitamente o a fronte di una donazione simbolica, capi di abbigliamento, accessori, scarpe, abbigliamento sportivo, giochi, libri, usati e in buono stato, a tutti i cittadini residenti italiani e stranieri che ne abbiano necessità o bisogno. Obiettivi: educazione al riuso, contrasto agli sprechi.

Per rimanere in Emilia Romagna, a Modena c'è l'Emporio Portobello, un vero e proprio supermercato in cui chi è in difficoltà economica può fare la spesa gratis e pagare offrendo ore di volontariato che si trasformano in punti utili per acquistare i prodotti donati da aziende, privati o ricavati da raccolte alimentari.

Ed ecco qualche dato sull'attività di Portobello: 500.000 euro il valore dei prodotti distribuiti in un anno grazie alle donazioni; 40 le aziende donatrici; 1.800 le persone che hanno beneficiato di Portobello in un anno; 50% è il fabbisogno mensile che Portobello copre per ciascuna famiglia.

Ma non è solo la solidarietà la motivazione che sta alla base di queste iniziative, che possono rivelarsi anche un utile strumento di pubblicità per le aziende. Un esempio è il danese Freemarket, nel quartiere Frederiksberg a Copenaghen: qui la spesa si fa gratis, basta impegnarsi a pubblicizzare i prodotti scelti sui social network.

Con lo slogan “Prova prima di comprare”, il consumatore è invitato a registrarsi al sito del negozio pagando un canone mensile di circa 2,50 euro; fatto questo è libero di scegliere fino a 10 prodotti al mese (tutti diversi), scattare una foto a quelli selezionati e la pubblica su Facebook, Twitter o Instagram con una descrizione e un giudizio.

Da parte loro, anche le aziende versano una quota a Freemarket e, naturalmente, forniscono i prodotti che vogliono pubblicizzare e far provare ai consumatori.

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