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Eco designer del legno, quando i pezzi unici nascono dal recupero

Vecchie barrique e materiali di scarto per dare vita a oggetti d'arredo 'green' premiati da Rilegno

BEST PRACTICES
Eco designer del legno, quando i pezzi unici nascono dal recupero

Vecchie botti, scarti della lavorazione del legno, sughero: i materiali residui non si buttano via ma diventano fonte di ispirazione per giovani ecodesigner che li recuperano e li riutilizzano dando vita a pezzi unici. “Il legno è pregiato, sempre, e anche dopo il primo ciclo di utilizzo ritorna a nuova vita attraverso la creatività, la manualità e la professionalità dell’uomo", spiega Nicola Semeraro, presidente di Rilegno, il consorzio che ha promosso "Legnodingegno", concorso che ha visto sfidarsi giovani designer a colpi di fantasia nel riuso.

Un’occasione, il concorso, per far meglio conoscere Rilegno che avvia a riciclo oltre un milione e 500mila tonnellate di legno ogni anno. Ad aggiudicarsi il primo premio da 10mila euro è stato il venticinquenne Mattia Talarico, di San Giovanni in Persiceto, a cui va anche il riconoscimento della giuria ‘Green’ e uno stage presso l’azienda Riva 1920. La sua idea? Gemini, un originale ed elegante portabottiglie ricavato dalle doghe in legno di rovere francese delle barrique, le piccole botti in cui invecchiano i vini più pregiati.

Al secondo posto, la proposta ideata da Alberto Maria Spingor, giovane architetto di Torino: lo Smart Pod è un elemento, realizzato con materiale ligneo di scarto, da porre all’ingresso della casa e in cui raccogliere i cellulari quando si entra in uno spazio di convivialità in cui sarebbero di disturbo e che allo stesso tempo ricarica i telefoni attraverso un alimentatore a induzione universale.

Sul podio anche la lampada-proiettore in sughero e legno Wu-Di, presentata da Luca Gennari, studente ventiduenne di Brescia, e Henry una sobria parete attrezzata in legno a vista dalla quale si ricavano facilmente due comodi posti per conversare, bere o mangiare insieme, pensata da Luca Zenorini di Laives, studente di 24 anni.

Originalità del progetto, riproducibilità su scala industriale, compatibilità ambientale per caratteristiche e processi di lavorazione, fattibilità economica e tecnologica del progetto stesso, sono i criteri utilizzati dalle giurie per la scelta dei vincitori.

Sono stati 326 i progetti arrivati al tavolo della giuria di qualità. Inoltre, la giuria ‘Green’ composta da studenti del Politecnico di Milano, dell’Accademia di Brera e del Polo Formativo di FederlegnoArredo ha giudicato i progetti presentati dagli under 28 e ha realizzato alcuni prototipi delle proposte ricevute, messi in mostra durante l’evento di premiazione.

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