Home . Sostenibilita . Best Practices . G7, si accende faro su salute oceani in vista del summit Scienza di Torino

G7, si accende faro su salute oceani in vista del summit Scienza di Torino

Da oggi a Trieste brainstorming sullo stato di salute dei mari del pianeta, rafforzare monitoraggio nei Pvs

BEST PRACTICES
G7, si accende faro su salute oceani in vista del summit Scienza di Torino

(Foto Fotogramma)

Lo "stato di salute dei mari e degli oceani" incide sull'equilibrio del pianeta perchè il 'cuore blu' della Terra è il "motore del clima" ed il "volano dell’economia", per questo bisogna "allargarne il monitoraggio" ai Paesi emergenti e in via di sviluppo, cercando di estendere a queste aree le tecnologie oggi in uso nei Paesi del G7 come satelliti, alianti sottomarini, boe robotizzate o sottomarini robot. E' questa l'indicazione che arriva dal brainstorming sul futuro degli oceani, promosso da oggi a Trieste in vista del G7 Scienza che si svolgerà a Torino a fine settembre.

A coordinare i lavori sono l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs) ed il britannico National Oceanography Centre. Il meeting triestino, i cui lavori terminano giovedì prossimo, si declina su una "progettazione condivisa di un sistema efficiente e sostenibile per l’osservazione dei mari costieri nei paesi in via di sviluppo" e riunisce 15 esperti provenienti dai Paesi del G7 e da Paesi emergenti. "La salute degli oceani - puntualizza Maria Cristina Pedicchio, presidente dell'Ogs- è considerata cruciale anche per lo sviluppo economico e il suo monitoraggio è un prerequisito fondamentale per promuovere la salvaguardia e l'uso responsabile delle risorse marine e, in generale, uno sviluppo sostenibile, anche attraverso la creazione di nuove professionalità in campo marino e marittimo".

Per questo, assicura l’oceanografo Alessandro Crise, dirigente di ricerca dell'Ogs, "vogliamo impegnarci nel realizzare una rete più capillare ed efficace di osservazione scientifica di tutti i mari - mari regionali e oceani - attraverso un'azione a lungo termine e coordinata a livello internazionale che coinvolga anche i paesi in via di sviluppo". L'Istituto triestino, ricorda Crise, "ha sempre rappresentato l’Italia, insieme alla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e al Cnr, in questo tavolo di esperti".

Oltre a proseguire con le osservazioni già in atto nei paesi del G7 e che si avvalgono di tecnologie spaziali come i satelliti di osservazioni della Terra, alianti sottomarini, boe robotizzate, sottomarini autonomi, ora gli esperti vogliono promuovere e sostenere nuove attività di monitoraggio dei mari nei Paesi in via di sviluppo. "Questo significa -indica Crise- favorire l’acquisizione delle competenze e delle tecnologie oceanografiche compatibili con le capacità economiche e l’expertise dei singoli Paesi". "Sviluppare capacità osservative per il monitoraggio continuo dello stato del mare -rimarca l'oceanografo- è strategico sia a livello locale, perchè è utile sapere qual è la qualità dei propri mari per il turismo, la pesca, l'acquacoltura, la sicurezza in mare, sia per contribuire alla valutazione globale dell’ecosistema marino: ovvero all’iniziativa World Ocean Assessment delle Nazioni Unite".

A Trieste gli esperti esaminano quindi "le buone pratiche adottate nelle attuali reti di osservazioni costiere e oceanografiche" e verranno valutati i problemi e le esigenze specifiche dei "sistemi di osservazione marino e costiero nei Paesi emergenti", per individuare "i requisiti minimi, gli strumenti e le infrastrutture necessarie per un monitoraggio coordinato e coerente" in funzione delle loro priorità socio-economiche e scientifiche. Al termine dei lavori, anticipa l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, verrà prodotto un documento di sintesi per definire un approccio economico e sostenibile per l’osservazione dei mari regionali per i Paesi in via di sviluppo per i quali l’economia blu gioca un ruolo chiave. Il documento verrà infine integrato con le azioni previste dall’iniziativa G7 "Future of Seas and Oceans".

"L’obiettivo -segnala ancora Pedicchio- è mettere a punto una procedura condivisa per perseguire lo studio di mari e oceani e supportare così lo sviluppo di politiche adeguate e coordinate atte a garantire un uso sostenibile delle risorse marine". L'Ogs continua così "a rafforzare il suo ruolo strategico nel facilitare il collegamento tra paesi avanzati e paesi emergenti nell’ambito del settore marino" scandisce l'Istituto.

Commenti
Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere: ACCEDI oppure REGISTRATI