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'Dal piatto alla pianta', trasformare la casa in giardino con il riciclo

Edito da Terre di mezzo. Di Luigi Romiti

BEST PRACTICES
'Dal piatto alla pianta', trasformare la casa in giardino con il riciclo

(Fotolia)

Dare nuova vita agli scarti vegetali. Perché dalla frutta e dalla verdura che consumiamo può nascere una nuova pianta destinata ad arredare case e balconi con fioriture rigogliose o, anche, a tornare nel piatto alleggerendo la spesa quotidiana. 'Dal piatto alla pianta' (Terre di mezzo Editore) di Luigi Romiti, erborista e formatore in ambito salutistico e per l'autoproduzione, spiega nel dettaglio come 'trasformare la casa in giardino' a partire dal riciclo di quanto non si utilizza in cucina.

Dagli ortaggi ai frutti, dalle erbe aromatiche a quelle spontanee il libro illustra tutti i passaggi per ricreare in casa 50 diversi tipi di piante a partire da un seme, una sezione di radice o pianta o da una foglia. "Io posso trasformare la casa in un giardino riutilizzando proprio il rifiuto domestico solitamente destinato alla frazione umida. Una sorta di economia circolare molto più corta. Perché quello che utilizzo lo riciclo direttamente io per rigenerare una nuova matrice vivente", spiega all'Adnkronos Romiti.

Tante le piante con cui poter lavorare. "La maggior parte delle verdure e della frutta che teniamo nel frigorifero può essere utilizzata per generare una nuova pianticella - dice - Tra le più semplici c’è la cipolla di cui posso utilizzare solo la parte terminale da cui escono le radichette, quella che non utilizzo in ambito culinario. Oppure può essere una cipolla germogliata: invece di buttarla nella frazione dell’umido la posso interrare e far sì che rigeneri una nuova pianta di cipolla".

"Stessa cosa con l’aglio - spiega Romiti - Lo spicchio d’aglio, che se si è tenuto in frigo può andare incontro a germogliazione, lo metto a 3-4 cm di profondità all’interno di un vasetto di terra con la parte germogliata rivolta verso l’alto e nell’arco di qualche settimana si rigenera la nuova pianticella".

Il risultato potrà essere ornamentale o alimentare. "L’aglio, se continua a crescere, a un certo punto andrà incontro ad infiorescenza: farà il fiore, un fiore molto appariscente - continua - Se invece il mio obiettivo è quello di ottenere un nuovo insieme di spicchi d’aglio che si formeranno nel terreno, taglio l’infiorescenza e mando avanti il ciclo vegetale della pianta finché questa non secca e a quel punto ho ottenuto un nuovo gruppetto di bulbilli".

"Lo zenzero è un’altra pianta che è molto semplice da rigenerare. E’ una radice rizomatosa e ha alle estremità delle piccole estroflessioni più chiare rispetto al resto della radice marroncino chiaro. Da quelle estroflessioni si generano i nuovi germogli - spiega - prendo la radice, la utilizzo nelle mie ricette, ad una piccola sezione non tolgo la buccia ma la taglio lasciando il germoglio, la metto nel terreno sempre con la punta del germoglio rivolta verso l’altro e a quel punto si può rigenerare la pianticella di zenzero, fermo restando che lo zenzero prima di ridare una nuova radice può metterci anche 10 mesi".

Tutto questo con pochi, semplici attrezzi ed accorgimenti. Perché l'obiettivo del libro è permettere a tutti di poter "tornare al contatto con la terra nel contesto domestico". "Gli attrezzi sono solo un coltello da cucina - conclude Romiti - vasetti di terra possibilmente in terracotta, terra, terriccio universale, possibilmente da agricoltura biologica, un po' di granuli di argilla espansa (per il fondo del vaso), acqua. Un po' di cura da parte dell’utente e un ambiente della casa più luminoso o un piccolo balconcino".

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