Home . Sostenibilita . Best Practices . Siccità, in arrivo reti in 'tessuto' acchiappa-nubi per catturare acqua

Siccità, in arrivo reti in 'tessuto' acchiappa-nubi per catturare acqua

L'Alta Scuola Politecnica lancia progetto WaLi, si studiano strutture capaci di filtrare anche lo smog

BEST PRACTICES
Siccità, in arrivo reti in 'tessuto' acchiappa-nubi per catturare acqua

(Foto Alta Scuola Politecnica)

Per combattere la siccità e la crisi idrica da oggi si può catturare acqua potabile con reti speciali in tessuto. Attraverso reti tessili sistemate "ad arte rispetto ai venti prevalenti", secondo un team di esperti dell'Alta Scuola Politecnica, è infatti "possibile intrappolare gli ammassi nebbiosi che si creano per gli sbalzi di temperatura e umidità raso terra, trasformare le gocce di rugiada attraverso le maglie di tessuti, ben tesi come paratie verticali lungo i campi coltivati, e ricavarne acqua potabile adatta all’irrigazione". Il sistema è frutto del progetto WaLi-WAter for Life ed a realizzarlo è un team di studenti e docenti dell’Alta Scuola Politecnica.

Acqua ma non solo. Questi dispositivi tessili possono anche intrappolare aria inquinata nelle aree urbane. I tessuti intrappola-nebbia, spiega l'Asp, "sono ben noti e utilizzati in Perù e Cile" e sono studiati già in diversi centri universitari nel mondo. Il team di Asp ha deciso di studiarli per passare dalle strumentazioni oggi ancora rudimentali, a "componenti architettonici innovativi, dalle molteplici applicazioni in ambito europeo, in stretta relazione sia con le condizioni climatico-ambientali del vecchio continente, sia con le necessità ed i problemi del primo mondo".

Il primo passo del team dell'Alta Scuola Politecnica è "valutare l’impatto sui paesaggi agricoli della Pianura Padana e di altre aree pianeggianti dell’entroterra", quindi verificarne le prerogative "anche su paesaggi coltivati a terrazzamenti degradanti verso il mare" per arrivare a sistemi da installare nelle città per catturare lo smog.

L'idea, spiega l'Alta Scuola Politecnica, è di 'filtrare l'inquinamento' installando "sedute urbane integrate con reti ombreggianti e pareti verdi" da impiegare su scala urbana, oppure realizzare "nuove facciate tessili tridimensionali" che possano catturare la nebbia.

Attraverso workshop di progettazione multidisciplinari e anche "con il coinvolgimento di esperti e di possibili portatori di interessi", il team che partecipa al progetto ha partecipato ad un concorso per un finanziamento di ricerca europeo ed ora, annuncia l'Asp, "sta realizzando i primi prototipi con il supporto tecnico scientifico del laboratorio interdipartimentale di ricerca sui materiali tessili e polimerici Textiles Hub del Politecnico di Milano". E si pensa già a coinvolgere aziende manifatturiere del settore delle tensostrutture.

L’Alta Scuola Politecnica, percorso biennale di eccellenza parallelo alla Laurea Magistrale, è stata avviata nell’autunno del 2004 dai Politecnici di Milano e di Torino sulla base di un finanziamento triennale del Miur. Ogni anno l'Asp seleziona, sulla base del merito, 150 giovani di talento, 90 al Politecnico di Milano e 60 a quello di Torino. Gli studenti Asp formano ormai una community proveniente da circa 20 paesi diversi e più di un terzo di loro sono donne.

Commenti
Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere: ACCEDI oppure REGISTRATI