Home . Sostenibilita . CSR . Responsabilità d'impresa, fa rima con cambiamento, coesione, competitività

Responsabilità d'impresa, fa rima con cambiamento, coesione, competitività

Lo rileva la ricerca Doxa Marketing Advice presentata alla Bocconi

CSR
Responsabilità d'impresa, fa rima con cambiamento, coesione, competitività

Cambiamento, coesione e competitività: sono queste le parole chiave per una responsabilità d’impresa credibile. Secondo la ricerca "Gli Italiani e il cambiamento, tra coesione e competitività", per la quale Doxa Marketing Advice ha intervistato 500 persone per indagare il senso che gli italiani attribuiscono a questi tre concetti, l’88% dei rispondenti ritiene che il cambiamento sia un concetto coerente con le politiche e le pratiche della Csr, come anche la coesione (80%) e la competitività (77%).

La ricerca è stata presentata oggi all’Università Bocconi nell'ambito del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, in corso a Milano. Ed ecco cosa è emerso. Gli italiani amano il cambiamento (è un’opportunità per il 92% di loro) e non temono le responsabilità (il cambiamento richiede un impegno in prima persona, 91%) ma vogliono vederci chiaro (a volte è propaganda, 59%) e non perdere ciò che hanno (comporta un abbandono, 72%).

Per quanto riguarda la coesione, gli italiani la ritengono un valore (significa aiuto reciproco, 90%; è il piacere dell’appartenenza, 84%), la sua pratica una garanzia di forza e giustizia (è potente, 82%). Ma l’individualismo (limita il singolo, 37%) e lo scetticismo (esclude chi sta fuori, 60%) si fanno sentire ancora.

Per gli italiani la competitività ha sempre due facce (sviluppo del mercato, 83% ma al prezzo ci una certa disuguaglianza, 43%). Ma, se esercitata correttamente (ci può rendere meno leali, 68%), è una risorsa per la crescita di tutti (è il motore dello sviluppo economico e sociale, 77%).

La metà dei rispondenti rientra nella categoria dei 'fiduciosi proattivi': persone desiderose di impegnarsi per il cambiamento, sentono che la coesione può mobilitare energie e risorse e considerano la competitività un mezzo comunque efficace. Ci sono poi i 'disincantati qualunquisti' (33%) per i quali il cambiamento è una necessità non sempre auspicabile, la coesione è una risorsa ma solo per chi non è ai margini della società, la competitività qualcosa che fa vincere ma anche perdere.

Infine, gli 'idealisti pessimisti' (18%) che vedono il cambiamento come peggiorativo e spesso ammantato di retorica, la coesione come una forza per contrastare la competitività vista come strumento di disuguaglianza.

Commenti
Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere: ACCEDI oppure REGISTRATI