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L'Oréal ottiene la tripla A per l'ambiente e la diminuzione di emissioni di co2

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L'Oréal ottiene la tripla A per l'ambiente e la diminuzione di emissioni di co2

"Il nostro obiettivo è produrre di più, ma avere un impatto ambientale minore". Alexandra Palt, responsabile del settore sostenibilità di L'Oréal, riassume lo scopo principale di 'Sharing beauty with all', programma per la sostenibilità lanciato nel 2013. Il progetto ha portato il gruppo industriale francese a ottenere la tripla A nelle valutazioni fatte dal Cdp, la piattaforma no-profit globale di rendicontazione ambientale che monitora le grandi aziende e il loro impatto ambientale. Il voto massimo è stato assegnato nelle categorie clima, acqua e foreste .

Ridotte anche le emissioni di co2 che, secondo i dati forniti dall'azienda durante la conferenza stampa milanese dedicata a 'Sharing beauty with all', nello stabilimento di Settimo Torinese (370 addetti su una superficie di 100.000 metri quadrati) sono diminuite del 100% dal 2005 al 2016. Ridotto nello stesso periodo del 43% il consumo idrico e del 14% la produzione dei rifiuti.

Risultati che vanno inquadrati in un momento critico per il clima e l'ambiente: secondo la Wmo, World Meteorological Organization, nel 2016 la quantità di gas effetto serra nell'atmosfera è cresciuta al tasso più veloce mai registrato e le concentrazioni atmosferiche di Co2 sono passate da 400 parti per milione (ppm) a 403,3 particelle per milione (ppm). "La tripla A per noi è motivo di orgoglio - dice Francois-Xavier Fenart, amministratore delegato di L'Oréal Italia da maggio 2017 - è indice dell'impegno preso a livello mondiale. L'Italia ha sposato appieno questo impegno, come testimoniano i risultati dello stabilimento di Settimo Torinese".

L'attenzione per la sostenibilità di L'Oréal, gruppo che nel 2016 ha registrato 25,8 miliardi di euro di ricavi e conta 89.300 collaboratori in tutto il mondo, va incontro all'esigenza di rispondere in modo concreto alla preoccupazione crescente verso la salute. "È la principale fonte di timore non solo per i millenials - sostiene Alexandra Palt - ma soprattutto per le generazioni precedenti che si preoccupano per il loro futuro e per quello dei loro figli. Siamo orgogliosi dei risultati italiani, sono molto positivi".

Il problema polveri sottili è stato affrontato di recente al vertice dei sindaci del network C40 a Parigi, dove il sindaco di Milano ha firmato, insieme con gli omologhi di Parigi, Londra, Barcellona, Quito, Vancouver, Città del Messico, Copenaghen, Seattle, Città del Capo, Los Angeles e Auckland, un patto con cui si impegna a trasformare alcune zone delle città in territori a zero emissioni.

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