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Biologico 2.0, insieme Legambiente e Bonifiche Ferraresi

progetto per la conversione di centinaia di ettari a biologico

IN PRIVATO
Biologico 2.0, insieme Legambiente e Bonifiche Ferraresi

(foto Fotolia)

Un articolato progetto di agricoltura responsabile che, partendo dalla riscoperta delle tradizioni antiche e l’utilizzazione delle migliori tecnologie e le più avanzate ricerche scientifiche, darà vita a produzioni alimentari di eccellenza in tutto il territorio nazionale. E' l'obiettivo dell'accordo nazionale tra Bonifiche Ferraresi, la più grande azienda agricola italiana con oltre 5.500 ettari di Sau (Superficie Agricola Utilizzata) e Legambiente, presentato in occasione di Festambiente.

Si tratta di un importante passo per l'azienda agricola italiana che, per prima, ha adottato in tutte le lavorazioni agricole tecnologie per la 'precision farming' e ha recentemente avviato con Enel un progetto per la realizzazione del primo distretto rurale in Italia dotato di autonomia energetica.

Primo step del progetto sarà la conversione di alcune centinaia di ettari dell’azienda a biologico. Le aree che saranno interessate alla conversione saranno identificate sia a Jolanda di Savoia (Ferrara) dove l’azienda ha una superficie di oltre 4mila ettari di Sau sia a Santa Caterina (Cortona) con i suoi 1.600 ettari di Sau.

Il percorso avviato con la firma dell’accordo si inserisce in un più ampio approccio che vede Bonifiche Ferraresi impegnata con l’obiettivo di è portare sulle tavole dei consumatori un’ampia gamma di prodotti alimentari sostenibili e di alta qualità, ottenuti attraverso un’agricoltura innovativa, capace di valorizzare le eccellenze della filiera agro-alimentare 100% italiana e di tutelare il territorio e le sue risorse naturali.

Il percorso intrapreso da Bonifiche Ferraresi comprende, oltre al reinserimento della sostanza organica (con conseguente diminuzione dell’utilizzo della chimica) per garantire la fertilità dei terreni, il piano idrico che, insieme all’utilizzazione delle più moderne tecnologie, consenta la riduzione degli sprechi (su tutti quello dell’acqua), il rispetto della stagionalità e interventi mirati ad utilizzare le tecnologie più innovative come i mezzi di indagine e ricerca più sofisticati in ambito agricolo e l’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili.

Con il piano industriale 2015-2019, Bonifiche Ferraresi punta a rinnovare il tradizionale modello di produzione e vendita delle materie prime e semilavorati agricoli, abbracciando la filosofia “dal campo allo scaffale” attraverso investimenti di 32 milioni di euro.

“La scelta di ridurre l’utilizzo della chimica e puntare sul risparmio idrico, attraverso indagini e attrezzature tecnologiche e innovative, consente a Bonifiche Ferraresi di ridurre l’impatto ambientale delle coltivazioni agricole - dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente - realizzando una filiera aziendale che chiuda il ciclo anche in termini di trasformazione dei prodotti con un’attenzione particolare alla sostenibilità”.

“Il concetto di sostenibilità è per noi parte integrante di tutte le attività quotidiane – spiega Federico Vecchioni, amministratore delegato di Bonifiche Ferraresi - Abbiamo avviato un piano di investimenti di 32 milioni di euro che ha visto importanti interventi già compiuti come la georeferenziazione di tutti i 5.500 ettari di Sau, il rinnovamento del parco macchine, il piano idrico per la gestione dell’acqua. Bonifiche Ferraresi vuole essere il soggetto di riferimento per la grande agricoltura del futuro basata sulla sostenibilità e responsabilità nell’agire quotidiano, sul trasferimento di conoscenza e di tecnologia per la produzione di filiere alimentari d’eccellenza 100% Made in Italy, sinonimo di professionalità e occupazione di qualità, difesa del nostra più importante risorse e del il territorio”.

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