Home . Sostenibilita . In Pubblico . Commissione Uranio, una proposta di legge per l'ambiente. Nel 'mirino' i poligoni

Commissione Uranio, una proposta di legge per l'ambiente. Nel 'mirino' i poligoni

IN PUBBLICO
Commissione Uranio, una proposta di legge per l'ambiente. Nel 'mirino' i poligoni

Un piano di monitoraggio del territorio del poligono e della fascia esterna interessata dalle esercitazioni; l'obbligo, per ciascun comando, di predisporre un documento di monitoraggio ambientale; l'approvazione del piano, da parte della Regione e dei comuni interessati, previo parere dell'Arpa; l'istituzione, nelle regioni in cui sono presenti i poligoni, di un Osservatorio Ambientale Regionale.

È quanto prevede la proposta di legge sull'ambiente elaborata dalla Commissione Uranio, illustrata oggi alla Camera in occasione della presentazione della relazione della Commissione, insieme con la proposta di legge 3925 che è invece in discussione ma ferma da oltre un anno in Parlamento.

Ad essere affrontato, nelle due proposte, è il delicato tema dell'esposizione, negli ambienti di lavoro delle forze armate, a fattori chimici, tossici e radiologici con particolare attenzione agli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito, e della dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni.

E purtroppo, spiega Gian Piero Scanu, presidente della Commissione, "fanno spicco svariati poligoni di tiro presenti sul territorio nazionale nei quali la mancata o tardiva bonifica dei residui munizionamenti ha prodotto rischi ambientali", sottolinea Scanu citando esempi "memorabili" come il poligono di Capo Teulada, il poligono di Monte Romano e quello di Cellina Meduna.

Rischi che sono connessi a fumi, polveri, nanopolveri, contenenti tra l'altro metalli pesanti, che si associano a radiazioni ionizzanti e non, per i quali la normativa attuale risulta essere inadeguata, come emerso dalla relazione odierna. Da qui la necessità di una proposta di legge "che mira a considerare i poligoni, le aree, le dotazioni e le riserve militari alla stessa stregua del resto del territorio nazionale" in un'ottica di previsione dell'impatto ambientale e di bonifica.

"Non si può ferire ad libitum un territorio - aggiunge Scanu - e far poi passare 50 anni senza curarsi di raccogliere i bossoli ed eliminare evidenti tracce di inquinamento, laddove vanno magari anche le persone a trascorrere le serate quando non si spara". La colpa però, sottolinea Scanu, "non è del sistema militare ma della politica che, per miopia, ha voluto rinunciare a svolgere il proprio ruolo e funzione".

Capo Teulada 'penisola interdetta', 500 anni per bonificarla.

Tra le zone dei poligoni di tiro che presentano le maggiori criticità, c'è il Poligono di Capo Teulada, la cosiddetta 'penisola interdetta'. "Non escludo, per quello che noi abbiamo potuto vedere, che la cosiddetta 'penisola interdetta' possa essere tra poco definita come la sede in cui è stato perpetrato un vero e proprio disastro ambientale". Spiega all'Adnkronos Gian Piero Scanu, a margine della relazione della Commissione Uranio.

"Questa penisola - aggiunge Scanu - da più di 50 anni viene regolarmente bombardata e, stando ai tempi attualmente impiegati, ci vorrebbero 500 anni per bonificarla. La cosa atroce è che, a fronte del riconoscimento di questa situazione vergognosa, si continua a sparare" con il rischio che si arrivi al punto in cui "l'intera orografia venga modificata".

"Cose vergognose che non dovrebbero accadere ed è per questo che è stata voluta la Commissione d'inchiesta ed è per questo sono state presentate due proposte di legge. Il problema - conclude Scanu - è che una di queste due proposte giace da un anno. E' evidente che non c'è la volontà di mandarla avanti".

Commenti
Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere: ACCEDI oppure REGISTRATI