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Microplastiche nei cosmetici, mare sotto attacco. Ma la legge è ferma in Senato

Appello #FaiDaFiltro, tra i firmatari Piero Angela, Giovanni Soldini, Luca Mercalli, Andrea Camilleri

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Microplastiche nei cosmetici, mare sotto attacco. Ma la legge è ferma in Senato

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Approvare subito, entro questa legislatura, la legge che bandisce le microplastiche dai cosmetici e arginare il fenomeno del marine litter, "diventato la seconda emergenza ambientale globale dopo i cambiamenti climatici", sottolinea Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente che oggi, con Marevivo, Greenpeace, Lav, Lipu, MedSharks e Wwf, ha lanciato in Senato l’appello #Faidafiltro per chiedere al presidente Pietro Grasso e a tutti i senatori di approvare al più presto la proposta di legge già licenziata dalla Camera un anno fa. (video)

Si stima che ogni anno finiscano nel mare e negli oceani 8 milioni di tonnellate di plastica e, secondo le Nazioni Unite, se non si interviene subito nel 2050 in mare ci sarà più plastica che pesci. Saponi, creme, gel, dentifrici: sono tantissimi i prodotti cosmetici in commercio che contengono al proprio interno frammenti o sfere di plastica di dimensione inferiori a 5 millimetri. L’industria cosmetica utilizza, infatti, microplastiche come agente esfoliante o additivo in diversi prodotti di uso quotidiano.

Quello che molti consumatori ignorano è che queste microplastiche non vengono trattenute dai sistemi di depurazione e finiscono così direttamente in mare generando un inquinamento incalcolabile e irreversibile.

In assenza di sistemi efficaci, dunque, il 'filtro' a questi inquinanti deve essere normativo - chiedono le associazioni - seguendo la strada già tracciata da molti altri Paesi che si stanno adoperando per implementare normative adeguate contro questi inquinanti, tra cui gli Stati Uniti che hanno proibito la produzione di cosmetici contenenti microplastiche da luglio 2017.

"Appena chiuso l'iter di approvazione della legge di bilancio vi saranno le condizioni per approvare in sede deliberante il testo per poi fare un veloce passaggio alla Camera", assicura Giuseppe Marinello, presidente della commissione Ambiente in Senato. La partita, infatti, si gioca qui, nell'aula alta, e la possibilità di vedere approvata definitivamente la legge dipenderà dalla velocità del Senato.

"Noi abbiamo approvato il testo alla Camera un anno fa, all'unanimità. Se il Senato ce lo rimanda indietro velocemente, penso che i tempi per approvare la legge ci siano", sottolinea Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente alla Camera.

L'appello ha già visto l’adesione di molte personalità del mondo della ricerca scientifica, dello spettacolo, dello sport, del mondo produttivo: da Maria Cristina Fossi, esperta mondiale dell’interazione delle microplastiche sulla fauna marina, al fisico Valerio Rossi Albertini; da Piero Angela a Don Luigi Ciotti; da Giovanni Soldini a Licia Colò; da Neri Marcorè a Nicola Piovani.

Non mancano all’appello né l'industria (dal presidente di Corepla agli amministratori delegati di Novamont, Weleda Italia, L’Erbolario e Lush Italia) né i Parchi nazionali e le Aree marine protette, visto che dai monitoraggi effettuati da Legambiente risulta che "non c'è neanche un metro cubo di acqua esente dal problema, neanche nelle aree marine protette", ricorda Ciafani. C’è anche il comparto pesca rappresentato dall'Alleanza delle Cooperative Italiane - Settore pesca e da Mareblu.

Secondo il Rapporto Frontiers 2016 dell’Unep, l’inquinamento da microplastiche negli oceani è tra le sei minacce ambientali emergenti. Molti studi confermano che una volta in mare queste vengono ingerite dalla fauna, assieme alle sostanze tossiche accumulate. Il rischio è anche lo squilibrio della catena alimentare: pesci e molluschi contaminati da plastica e inquinanti possono finire così sulle nostre tavole.

"Quello che preoccupa è poi l’inquinamento invisibile e incalcolabile legato alle microplastiche - denunciano le associazioni - Le fonti sono diverse, comprese le migliaia di microparticelle di plastica contenuti nei prodotti per la cosmesi che ogni giorno arrivano in mare direttamente dagli scarichi. Una fonte questa, che si può eliminare da subito, mettendone al bando l’utilizzo”.

Per quanto sia solo una delle fonti di inquinamento da marine litter, secondo una ricerca di Eunomia, le microplastiche contenute nei cosmetici rappresentano comunque una sorgente non trascurabile stimata tra duemila e novemila tonnellate di particelle rilasciate ogni anno.

“Non è più possibile rinviare l’approvazione della norma, sollecitata da Marevivo e Legambiente e nata da una proposta di legge di Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, per la messa al bando delle microplastiche nei cosmetici approvato alla Camera il 25 ottobre 2016, e da un anno ancora in attesa di approvazione al Senato”, ricordano le associazioni.

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