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Elezioni, il 'programma' degli ambientalisti

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Elezioni, il 'programma' degli ambientalisti

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Il territorio, l'energia, il clima, la natura. In vista del voto del 4 marzo, le associazioni ambientaliste, Legambiente e Wwf, insistono affinché l''ambiente' entri nei programmi elettorali e così negli impegni del prossimo Parlamento.

Non si parte da zero. "La legislatura che si è appena conclusa è stata quella che ha approvato il maggior numero di leggi ambientali di iniziativa parlamentare. Il prossimo Parlamento avrà un compito abbastanza gravoso: quello di fare meglio di questa legislatura che nella storia repubblicana è stata la migliore sotto questo punto di vista", premette Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, in un'intervista all'Adnkronos.

Donatella Bianchi, presidente del Wwf, "consiglia a tutti i partiti di mettere al centro dei propri programmi il tema dell'ambiente, perché gli elettori sentono l'urgenza di avere risposte concrete e interventi sensati sul tema, che è un tema trasversale e fondamentale per il futuro dei nostri figli".

"Di emergenze da affrontare ce ne sono tante - spiega Bianchi all'Adnkronos - si va dalla road map a supporto del percorso dell'Italia nell'uscita dal carbone e contro i cambiamenti climatici alla tutela della natura italiana, imparando a ragionare non solo in termini di Pil ma tenendo conto dei servizi ecosistemici che fornisce; dalle bonifiche alla legge sul consumo suolo che aspetta da troppo tempo".

"La legge sul consumo di suolo - osserva Ciafani - è una norma fondamentale che va a incidere non solo sulla cementificazione del territorio italiano ma anche su quelli che sono i motori del rischio idrogeologico: l'impermeabilizzazione dei suoli e anche l'incapacità di gestire le acque piovane. Questa è una norma che è stata molto osteggiata".

Capitolo abusivismo. Secondo il direttore generale di Legambiente, "nella prossima legislatura si dovrà fare un lavoro per permettere in maniera più semplice gli abbattimenti degli ecomostri, quindi approvare il ddl che è stato presentato sia in questa legislatura che nella precedente, frutto anche del nostro lavoro, che dovrà avocare ai Comuni la competenza della demolizione delle costruzioni abusive e darla allo Stato attraverso gli uffici periferici che sono le Prefetture perché bisogna togliere dal ricatto elettorale il tema dell'abbattimento degli ecomostri".

Efficienza energetica e rinnovabili. "Nel 2018, l'Ue approverà il nuovo pacchetto 'energia e clima' che sposterà l'obiettivo al 2030 - dice Ciafani - Il prossimo Parlamento deve sbloccare tutta la burocrazia e tutti i lacci e lacciuoli alle azioni che si possono fare sia per sviluppare ulteriormente l'uso delle rinnovabili sia per rendere più efficiente il nostro sistema produttivo o, ad esempio, il patrimonio edilizio".

Nodi irrisolti. "Poi auspichiamo uno Sblocca Italia vero, non quello approvato dal governo Renzi in questa legislatura, ma uno Sblocca Italia che ad esempio permetta di costruire quei due chilometri di ferrovia che mancano nel porto di Gioia Tauro o nel porto di Taranto per collegare i due principali moli portacontainer del Mediterraneo alla rete ferroviaria", chiede il direttore generale dell'associazione ambientalista.

Infine, la riforma dei Parchi. "Tra le leggi che non state approvate c'è anche quella di riforma della 394, legge quadro sulle Aree Protette. Quella norma si è arenata perché i petrolieri non la vogliono perché ci sono una serie di norme che vieterebbero l'uso delle trivelle all'interno o a fianco delle aree protette", conclude Ciafani.

Per Bianchi, però, "la riforma va rivista dalla questione delle royalties a quello della governance, facendo ripartire la riflessione su un testo che abbia un senso in termini di rilancio delle aree protette, ma tenendo conto della centralità e del valore della natura che non può essere mercificata".

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