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Leadership in rosa? Ancora difficile, soprattutto in Italia

A Roma la Win Conference, l’appuntamento europeo dedicato al business al femminile

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Leadership in rosa? Ancora difficile, soprattutto in Italia

Negli ultimi sei anni (tra il 2009 e il 2015) aumenta il numero delle donne che si sentono valorizzate in azienda (salgono al 70% dal 54%) ma molte ancora avvertono un’assenza di opportunità professionali per scalare i vertici e occupare posizioni senior (61%) e pensano che sia pertanto necessario introdurre quote di genere nei consigli di amministrazione (66%) e nella fase di entrata nel mercato del lavoro.

Sempre più donne, poi (+7%), considerano importanti, in un'ottica di business, qualità tradizionalmente femminili come l’intelligenza emotiva e vorrebbero avere più tempo per sé (in crescita dal 17% al 31%). Lo rileva una ricerca condotta da Win - Women’s International Networking, condotta tra un migliaio di partecipanti alla Win Conference, l’appuntamento europeo dedicato alla leadership femminile che a settembre si terrà a Roma.

I numeri della parità di genere fotografano una situazione in lento cambiamento. L’ultimo rapporto sul ‘Gender gap’ del World Economic Forum che misura, tra le altre cose, la parità economica tra uomini e donne calcola che nell’ultimo anno è cresciuta globalmente solo del 3%; l’Italia si colloca negli ultimi posti, al 111esimo su 145 Paesi.

Da noi le donne occupate o attive sono poche: il 54% contro il 74% degli uomini, guadagnano meno e in troppo poche riescono a rompere il ‘tetto di cristallo’. La legge italiana sulle quote rosa nei Cda ha innalzato il numero di donne, che passano dal 10 al 27,4 % (dati Consob 2015), in linea con Paesi come Francia, Finlandia e Svezia che hanno deciso anche loro di introdurre una legge.

L'appuntamento europeo dedicato alla leadership femminile, la Win Conference, quest'anno si svolgerà a Roma (Ergife Palace Hotel, dal 28 al 30 settembre); per questa 19esima edizione sono attesi 900 partecipanti per una tre giorni dedicata alle best practice aziendali su conciliazione, pari opportunità e mentoring.

Parteciperanno manager e top manager di aziende multinazionali, rappresentanti della politica, delle istituzioni, del mondo universitario e delle Ong che stanno contribuendo a cambiare il modo lasciando più spazio alle donne, alle loro idee e creatività e che plasmano così il dibattito sulla ‘diversity’ (l’inclusione delle donne e delle minoranze nelle aziende) e sull’uguaglianza di genere.

Durante la tre giorni, si alternano sessioni plenarie, tavole rotonde e workshop dove i partecipanti hanno la possibilità di avere un confronto diretto con gli speaker su best practice di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nuovi trend di mercato, come acquisire nuove capacità e qualità da leader, come rompere il ‘tetto di cristallo’.

Non solo dibattiti: ai momenti di incontro e confronto si alterneranno lezioni di yoga e sviluppo personale per imparare a perseguire gli obiettivi di carriera, e occasioni di networking per trovare un ‘mentor’, una guida nel proprio percorso di carriera e realizzazione personale. Il tema di quest’anno è "Leading the way, with beauty, connection and confidence": l'obiettivo è infatti quello di dare spazio, anche nel business, a caratteristiche tradizionalmente femminili come l’empatia, la cooperazione, l’intuizione.

“Non bisogna cambiare le donne ma creare il giusto ambiente di lavoro in cui possano esprimere il proprio potenziale - spiega Kristin Engvig, imprenditrice, fondatrice e Ceo di Win - Se accogliamo la diversità di genere e le diversità più in generale, nuove idee e creatività arriveranno di conseguenza. Promuovo la diversità perché penso che possa portare prospettive più interessanti nella vita e nel lavoro. La diversità comunque è già una realtà”.

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