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Dallo smog ai veleni nel cibo, i nemici invisibili dentro casa

RISORSE
Dallo smog ai veleni nel cibo, i nemici invisibili dentro casa

Casa dolce casa, ma anche tra le quattro mura domestiche si celano nemici, spesso invisibili. Dallo smog ai pesticidi, passando per tutta una serie di sostanze nascoste negli oggetti di uso quotidiano che interferiscono con il sistema endocrino: borse di plastica, detersivi e deodoranti, padelle e contenitori per gli alimenti. Qualche esempio? Oggetti di plastica come borse, cavi, materiali per l'imballaggio, possono contenere il Bis (2-etitesil) ftalato (Dehp), sostanza tossica in grado di compromettere la fertilità maschile.

Adattatori, cavalletti, mouse, tastiere possono contenere paraffine clorurate a catena corta (Sccp), sostanze persistenti nell'ambiente, bioaccumulabili e tossiche. Detersivi, deodoranti e profumi domestici possono contenere muschi sintetici come il muschio xilene, sostanza molto bioaccumulabile. Come proteggerci e ridurre l'esposizione a tali sostanze? Ecco qualche consiglio.

Non riutilizzare contenitori in plastica per alimenti e bevande usurati o monouso; non consumare alimenti con parti bruciate e limitare il consumo di cibi affumicati; no alle padelle antiaderenti graffiate; carta oleata e pellicola vanno utilizzate a contatto con gli alimenti solo secondo le indicazioni in etichetta; limitare la combustione di incenso, fumo di candele e sigaretta; gli oggetti con imbottitura in schiuma (come sedili e materassi) se lacerati o usurati vanno sostituiti; limitare l'uso di capi di abbigliamento con trattamenti idrorepellenti o antimacchia.

In casa ci sono bambini? A loro il ministero dell’Ambiente dedica un decalogo ad hoc nell’ambito del progetto "Previeni": coprire con un tappeto non trattato i pavimenti su cui giocano o gattonano i bambini, se in Pvc contenente Dehp; evitare che possano mettere in bocca oggetti in Pvc; per scaldare pappe e latte utilizzare sempre contenitori integri; raffreddare i liquidi caldi prima di travasarli in contenitori di plastica non destinati all'uso ad alte temperature; lavare il biberon dopo la sterilizzazione; sciacquare frutta e verdura in scatola prima del consumo.

Asme, allergie, difficoltà respiratorie? Il problema potrebbe essere lo smog, il nemico che non conosce confini ed è ospite indesiderato anche delle nostre abitazioni, soprattutto se in centro o nei pressi di una strada trafficata. L'Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibim-Cnr) ha esaminato oltre 300 case a Palermo: nel 25% dei casi i livelli di biossido di azoto (No2) superano i limiti (40 µg/m3) indoor stabiliti dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Non solo: è risultato esposto ad elevate concentrazioni di No2 nella propria abitazione quasi il 90% dei soggetti asmatici, mentre il 22% dei soggetti allergici ed esposti a elevate concentrazioni di No2 indoor presenta asma corrente. Anche la funzione respiratoria è risultata peggiore del 15% nei ragazzi esposti a livelli più elevati di No2 con storia di asma.

A peggiorare la qualità dell’aria di casa potrebbe contribuire l'uso di detersivi per la pulizia. Alcuni ricercatori del gruppo ambientale 'Difesa Canada', hanno registrato il raddoppio dei composti organici volatili (Cov) in un campione di case dopo 30 minuti di pulizia con prodotti consueti. Addirittura, il livello medio dei Cov nelle stanze 'pulite' era leggermente più elevato che in un salone di manicure.

Tablet, smartphone, Wi-Fi: il nemico qui si chiama elettrosmog, ovvero l'esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde. Oltre 70 fra medici, fisici, biologi, ricercatori e 50 tra associazioni e comitati, hanno firmato un appello contro la modifica dei limiti dei campi elettromagnetici in vigore in Italia e denunciano i “gravissimi rischi per la salute e per l'ambiente”.

Anche il congelatore, il freezer di casa, può nascondere delle insidie, sotto forma di microbi. Il ghiaccio infatti non uccide i germi, ma li iberna mantenendoli quiescenti e pronti a proliferare non appena si ritrovano a temperatura ambiente. Alcuni esperti hanno stilato il decalogo del ‘cubetto sicuro’ e la prima regola è pulizia: del vano refrigerante, del ghiaccio sulle pareti, delle vaschette (anche con normali detersivi per i piatti) prima di ogni nuovo utilizzo. Vaschette ce devono essere isolate, quindi coperte con un foglio di alluminio e utilizzando gli appositi sacchetti. Il ghiaccio non va conservato per più di 4-6 settimane.

E per rimanere in cucina, veniamo agli alimenti. Secondo una ricerca di Greenpeace condotta sulle mele acquistate nei supermercati di 11 Paesi europei, Italia compresa, 8 frutti su 10 sarebbero contaminati da pesticidi. Mentre i test sulle mele biologiche non hanno evidenziato tracce di pesticidi, ben l’83% di quelle prodotte in modo convenzionale presentano residui di pesticidi, e nel 60% di questi campioni sono state trovate due o più sostanze chimiche.

Ma negli alimenti che ci portiamo a casa dal supermercato ci finisce anche il glifosato: lo ha riscontrato il Test-Salvagente che ha condotto analisi italiane per scoprire il livello di contaminazione in corn flakes, farine, biscotti, fette biscottate e pasta. Per una stessa marca, sono stati trovati lotti in cui è stato rintracciato l'erbicida accanto a lotti che non lo contenevano. I residui, sempre inferiori ai limiti di legge, testimoniano una contaminazione diffusa, quasi ubiquitaria.

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