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In Calabria e Sicilia la Gdf sequestra oltre 200mila shopper illegali

RISORSE
In Calabria e Sicilia la Gdf sequestra oltre 200mila shopper illegali

Sequestrati in Sicilia e Calabria oltre 200 mila shopper non in regola e più di duemila chili di materia per la produzione dei sacchetti, con contestazione di decine di illeciti amministrativi, multe fino a 1 milione e 800 mila euro e il deferimento all’Autorità giudiziaria di trentotto soggetti per frode nell’esercizio del commercio e concorso nel reato. E' questo il bilancio dell'operazione 'Shopper' avviata grazie ad una collaborazione tra il Nucleo speciale tutela della proprietà intellettuale della Guardia di Finanza, Arpa Umbria e Assobioplastiche.

L'operazione pilota, terminata nelle scorse settimane e condotta su due regioni, Calabria e Sicilia, ha visto impegnate le componenti territoriali della Guardia di Finanza e si è concentrata anche su esercizi affiliati a note catene commerciali. Per contrastare il fenomeno dell'illegalità, la Guardia di Finanza, su impulso del ministero dell'Ambiente, si impegna a intensificare i controlli a tutela dell'ecosistema, dei consumatori e del settore industriale della chimica verde.

A ribadire l’impegno comune per l’ambiente, la legalità e la libera concorrenza sul mercato sono stati in una conferenza stampa al dicastero di via Cristoforo Colombo a Roma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e il Generale Gennaro Vecchione, Comandante del Comando Unità Speciali della Guardia di Finanza.

Le buste utilizzate per gli acquisti, per essere sul mercato devono rispondere ai requisiti indicati dall’articolo 2 del decreto legge 25 gennaio 2012: quelle monouso devono essere biodegradabili e compostabili secondo lo standard UNI EN 13432, quelle riutilizzabili devono avere uno spessore superiore ai 200 micron con maniglia esterna e oltre i 100 micron con maniglia interna se destinate a trasportare alimenti, mentre rispettivamente superiori a 100 e 60 micron per quelle non destinate al trasporto di alimenti.

I casi di buste non a norma o che espongono false dichiarazioni di conformità, minano una filiera nazionale che, nella piena applicazione della legge, può valere fino a un miliardo di euro.

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