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Ecobonus, carbon tax, efficienza energetica tra le priorità del Paese

le priorità energetiche del Paese in uno scenario post Cop21

RISORSE
Ecobonus, carbon tax, efficienza energetica tra le priorità del Paese

E’ l’ecobonus “la principale misura di politica energetica, industriale ed economica per l’Italia. I numeri in questi anni hanno dimostrato che la detrazione fiscale ha fatto da salvagente al crollo totale dell’edilizia”. Così Gianni Girotto, capogruppo del Movimento 5 Stelle nella Commissione Industria, Commercio, Turismo, Energia del Senato, intervenuto in occasione del convegno “L’Italia dopo la Cop21” presso lo Spazio Europa a Roma.

Ecobonus, dunque, ma anche certificati bianchi e carbon tax. Per la prima misura la priorità è la stabilizzazione, soprattutto in un Paese il cui parco edile che è “un colabrodo dal punto di vista energetico, con milioni di edifici che hanno oltre 40 anni e che, nella media nazionale, disperdono il 60% dell’energia immessa per riscaldamento e raffrescamento. Edifici che sono il primo fattore di inquinamento ambientale”.

“Finalmente – spiega Girotto - è stata calendarizzata per la discussione in aula la discussione sulla stabilizzazione dell’ecobonus, senza il quale avremmo perso 700mila posti di lavoro nel mercato edile, posti salvati da circa mezzo milione di interventi per efficientamento energetico. Interventi fatti in base a una detrazione che è stata prorogata di anno in anno dando tanto ai consumatori quanto all’industria il minimo sindacale e aspettando l’ultimo momento dell’ultimo mese per la proroga, impedendo ad aziende e clienti, condomini in primo luogo, di fare programmazione”.

“Ricordo – aggiunge - il documento firmato da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, che addirittura quantificava in 1 milione e 700mila i posti di lavoro che si sarebbero potuti creare con la stabilizzazione della detrazione fiscale. Ora auspichiamo che la mozione venga approvata permettendo ai cantieri di ripartire e con loro la filiera dell’edile e l’economia italiana”.

Anche i certificati bianchi “in questi anni hanno dato prova di ottimi risultati in termini di efficientamento energetico, meccanismo ora però modificato in peggio con ‘ritocchi’ che di fatto impediscono i piccoli interventi – aggiunge Girotto - ci sono degli emendamenti al disegno di legge concorrenza che stiamo esaminando, cercheremo di fare in modo che non venga annullato un meccanismo che finora ha funzionato”.

“Deprecabile” poi che “il fondo per l’efficienza non sia ancora stato attuato” mentre rimane prioritario il tema dell’internalizzazione delle esternalità: “ripartiamo con il concetto di carbon tax, non solo sull’anidride carbonica ma su tutte le esternalità che vengono generate dalle varie filiere industriali. Chi va a fare il pieno di benzina al distributore pensa di aver pagato la benzina, ma ha pagato solo la punta dell’iceberg, solo l’ultimo anello della catena: quelli che sono i 300 miliardi di euro all’anno di esternalità generate dalla filiera delle fonti fossili, secondo uno studio della Commissione Europea, in Ue vengono pagati con la fiscalità generale e sono danni ambientali e sanitari".

Priorità, dunque, "è far pagare le esternalità internalizzandole in ciascuna filiera che le produce: su questo stiamo dialogando con Confindustria ma serve un’accelerazione”.

Altra priorità, per Girotto, la parte finanziaria che è “uno dei soggetti di cui abbiamo bisogno perché gli interventi di efficientamento richiedono una capacità finanziaria che a volte il soggetto non ha. Una piccola associazione come Febea, braccio finanziario di Sefea, organismo delle banche etiche e alternative, si è attivato con una propria Esco che andrà a finanziare progetti di efficientamento energetico, in una prima fase presso i Comuni. Chiedo alla finanza italiana a muoversi di più, anche perché questo è un mercato che rende: negli Usa ci sono prodotti finanziari basati sul finanziamento di progetti di efficientamento energetico e che rendono ai sottoscrittori un rendimento a doppia cifra”.

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