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Un fondo per l'efficienza energetica, investimenti potenziali per 55-75 miliardi

L’ad del Fiee, settore tra i più interessanti per un investitore professionale

RISORSE
Un fondo per l'efficienza energetica, investimenti potenziali per 55-75 miliardi

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"Il settore dell’efficienza energetica è uno tra i più interessanti che un investitore professionale può considerare. Ha una dimensione che va dai 55 ai 75 miliardi di euro in termini di investimenti potenziali cumulati nel prossimo quinquennio, cresce a tassi di circa il 30% all’anno e ha dei buoni ritorni attesi, a doppia cifra". Così Andrea Marano, amministratore delegato del Fondo Italiano per l’Efficienza Energetica (Fiee), primo fondo di equity italiano dedicato a progetti di investimento nel settore dell’efficienza energetica. Un settore, spiega all’Adnkronos, "con dei rischi tecnologici e regolamentari limitati; poi c’è l’aspetto delle cosiddette esternalità positive: cioè la valenza etica degli investimenti in termini di sostenibilità ambientale e anche di creazione di posti di lavoro e di impulso alla competitività del sistema Paese".

Il fondo, partito a febbraio, è gestito dalla Sgr sotto la guida dell’ad Marano, già dirigente di Enel Green Power, e del presidente Raffaele Mellone, ex managing director di Merrill Lynch. La compagine dei promotori include la Lamse, holding di partecipazioni controllata da Andrea Agnelli, Fulvio Conti, ex amministratore delegato di Enel, e Maurizio Cereda, in precedenza vicedirettore generale e consigliere di Mediobanca.

I partner hanno assunto un impegno finanziario pari a 5 milioni di euro. Il Fiee, che avrà una durata massima di 12 anni, ha l’obiettivo di raccogliere 150 milioni di euro da investire sul mercato nazionale, rispetto ai quali è già stato raccolto l’impegno della Banca Europea degli Investimenti ad investire 25 milioni di euro.

L’obiettivo è ripagare gli investitori mediante la distribuzione di cedole periodiche, con un target di rendimento del 10-12%, utilizzando le risorse derivanti dal risparmio energetico conseguito per effetto degli interventi di efficientamento realizzati. "Il fondo - spiega Marano - è uno strumento per avere accesso a questo settore e investire in progetti reali che hanno determinate caratteristiche: flussi di cassa stabili, volatilità limitata, buon livello di redditività; e, cosa importante, sono completamente decorrelati dall’andamento dei mercati finanziari. Quindi rappresentano un buono strumento per diversificare il portafoglio di investimento".

Ma come vengono individuati? "Il progetto viene valutato nei suoi meriti essenzialmente di ritorno economico - prosegue - Essendo un fondo che investe in progetti di efficienza energetica stiamo parlando di infrastrutture caratterizzate da tecnologie come, ad esempio, l’illuminazione a led, la cogenerazione, la trigenerazione, il teleriscaldamento, l’efficientamento dei processi produttivi industriali, ecc… tutti quei progetti che determinano risparmi di energia primaria. La fonte del valore dell’investimento è la tecnologia; è la tecnologia che permette il risparmio energetico".

Quanto all’obiettivo finale di raccolta fondi, i promotori hanno fissato un primo ‘step’ entro l’estate. "C’eravamo prefissati di arrivare ad un primo closing del fondo entro l’estate di quest’anno - afferma l’ad - e siamo in linea con questo obiettivo. Se l’obiettivo finale del fondo è di 150 milioni, il primo closing è di almeno 50 milioni di euro. Stiamo riscontrando un interesse molto buono da parte dei grandi investitori istituzionali italiani".

Una proposta di investimento che si basa su una visione del futuro dell’Italia ben precisa. "L’efficienza energetica è la leva per risolvere il trilemma energetico del Paese: sicurezza degli approvvigionamenti, competitività economica e sostenibilità ambientale - chiarisce Marano - Sicurezza degli approvvigionamenti perché si riducono i consumi svincolandoci dalle importazioni, competitività economica perché si riduce la bolletta energetica per il sistema Paese, sostenibilità ambientale perché con minori consumi c’è anche minore emissione di CO2 in atmosfera". Non solo: la stessa "strategia energetica nazionale, documento programmatico del 2013, ha posto l’efficienza energetica al primo posto tra le priorità dell’Italia".

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