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Mimosa sì, mimosa no. Alternative e consigli per non alimentare razzie e illegalità

RISORSE
Mimosa sì, mimosa no. Alternative e consigli per non alimentare razzie e illegalità

(Foto AdnKronos)

Profumato e colorato simbolo di primavera, ma soprattutto della Festa della Donna. Come ogni 8 marzo, si rinnova anche quest’anno la corsa alla mimosa, non solo da ammirare in piena fioritura sugli alberi ma venduta ad ogni angolo. E se la Cia - Agricoltori italiani stima che quest’anno le vendite toccheranno il picco dei 12 milioni di “mazzetti”, la Coldiretti mette in guardia sul volto illecito di questo commercio, con le organizzazioni criminali protagoniste di vere e proprie razzie ai danni degli alberi per confezionare i piccoli bouquet affidati a una fitta rete di venditori abusivi.

Allarme rilanciato dall’associazione Fare Verde che sottolinea il danno ambientale che va di pari passo con gli incassi criminali, garantiti da quintali di rami di mimosa strappati dagli alberi e introdotti in un mercato parallelo. Per celebrare l’8 marzo, la Confederazione italiana agricoltori suggerisce un’originale alternativa invitando i cittadini a recarsi nei vivai per comprare e regalare un seme, una piantina, un alberello. E magari compiere un gesto di solidarietà scegliendo una delle aziende delle zone terremotate, a sostegno della ricostruzione.

Ma se proprio non si vuole rinunciare al fiore simbolo della Festa della Donna, il consiglio di Fare Verde è di acquistare l’immancabile rametto giallo dai rivenditori autorizzati, riforniti dai coltivatori italiani di questo bellissimo fiore.

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