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Catastrofi naturali raddoppiate, allarme siccità e desertificazione

Nel mondo 1 persona su 3 esposta a terremoti, 1 mld di persone a inondazioni

RISORSE
Catastrofi naturali raddoppiate, allarme siccità e desertificazione

(Fotolia)

Le catastrofi naturali sono raddoppiate. Secondo lo studio “Atlas of the Human Planet 2017: Global Exposure to Natural Hazards” del Joint research Centre della Commissione Europea, l’esposizione globale ai rischi di catastrofi naturali è raddoppiato tra il 1975 e il 2015, soprattutto a causa di urbanizzazione, crescita della popolazione e sviluppo socio-economico.

Nel mondo, rileva lo studio, una persona su tre è esposta a terremoti, un numero che è quasi raddoppiato negli ultimi 40 anni, e circa 1 miliardo di persone in 155 Paesi è esposto a inondazioni, mentre 414 milioni di persone vivono nei pressi di uno dei 220 vulcani più pericolosi.

Ai sei principali rischi naturali (terremoti, vulcani, tsunami, venti ciclonici tropicali, tempeste cicloniche tropicali e alluvioni) si sono aggiunti, negli ultimi anni, fenomeni climatici estremi come siccità e desertificazione che, con la conseguente perdita di fonti di sostentamento per le popolazioni, causano spostamenti forzati di persone alla ricerca di nuove forme di sussistenza e generano conflitti per l’accaparramento delle risorse idriche e naturali, come succede in vaste zone dell’Africa e in Medio Oriente.

Insomma, desertificazione e siccità sono le nuove catastrofi naturali 'a bassa intensità' e di lunga durata che stanno stravolgendo gli assetti sociali e economici di intere regioni del mondo, causando gravissime perdite di vite umane. Come la siccità e la carestia in corso in Sud Sudan, Corno d’Africa e nel Bacino del Lago Ciad, dove circa 30 milioni di persone sono sull’orlo della fame. Agire, la rete italiana di 9 Ong di risposta all’emergenza, lancia l’allarme in vista della Giornata Mondiale contro la Desertificazione delle Nazioni Unite (17 giugno).

Anche l’Europa è a rischio. Il 2016, per il terzo anno consecutivo, è stato l’anno più caldo dal 1880, ovvero da quando ci sono dati registrati disponibili. Nella sola Francia, tra luglio e agosto del 2015, si sono registrate 3.295 morti causate dalle ondate di calore legate al passaggio del Nino. In Italia in questi giorni è allarme per il livello idrometrico dei principali corsi d’acqua, Po in particolare.

Ma l’impatto della siccità è sicuramente più evidente e catastrofico in altre aree del mondo, in particolare in Africa. “La carestia legata all’estrema siccità in Somalia, nel 2011 ha causato 260.000 morti, molti dei quali bambini. Oggi la tragedia si sta ripetendo e rischia di essere anche peggiore poiché coinvolge un’area molto vasta”, dice Alessandra Fantuzi, coordinatrice di Agire, network di nove Ong.

Ad accendere i riflettori sull'emergenza anche John Aylieff, rappresentante del Programma Alimentare Mondiale, che ha ricordato come alla fine di questo mese in Etiopia gli aiuti alimentari per 7 milioni e 800mila persone nelle regioni colpite dalla siccità, finiranno per mancanza di fondi.

Le Ong della rete di Agire, stanno lavorando nei Paesi più colpiti dalla siccità e dalla carestia in Africa e insieme hanno lanciato la campagna #Nonsenzadite, per informare l’opinione pubblica di quanto sta accadendo in quelle aree e chiedere supporto per le azioni salvavita che stanno realizzando, portando cibo, acqua potabile e assistenza sanitaria nelle zone attualmente più colpite da siccità e carestia.

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