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A casa, in città, sul campo: consigli per non sprecare acqua

Li fornisce Legambiente nel manuale 'Il mondo è fatto di gocce'

RISORSE
A casa, in città, sul campo: consigli per non sprecare acqua

(Fotolia)

Un rubinetto che perde può sprecare 90 gocce al minuto, pari a 4.000 litri in un anno, mentre da un rubinetto aperto possono uscire tra gli 8 e i 10 litri d’acqua in 60 secondi. Contribuire al risparmio idrico non è una sfida impossibile, ma una scommessa che si può vincere attraverso un impegno comune coinvolgendo le città, il mondo agricolo e i cittadini. Nel manuale “Il mondo è fatto di gocce” Legambiente raccoglie e sintetizza una serie di soluzioni per ridurre i consumi idrici urbani, domestici e legati all’agricoltura.

Partiamo dalle grandi aree urbane. Per usare meglio l’acqua in città bisogna ammodernare gli acquedotti riducendo così perdite e sprechi; potenziare e migliorare la rete di depurazione favorendo il recupero delle acque piovane per usi non potabili, anche attraverso regolamenti che lo impongano come buona pratica; recuperare e riutilizzare le acque reflue per usi non potabili e incentivare la diffusione dei cosiddetti “tetti verdi” o giardini pensili che raccolgono, accumulano e restituiscono lentamente l'acqua piovana.

Stop al consumo di suolo: una pianificazione territoriale e urbanistica più sostenibile può garantire la permeabilità e favorire la laminazione delle acque. E poi c’è la sfida legata ai condomini 2.0, inserendo il tema del risparmio idrico nei regolamenti edilizi: cassette wc a doppio scarico, riduttori di flusso, recupero delle acque piovane e riutilizzo delle acque grigie depurate in fase di costruzione o di ristrutturazione edilizia, possono ridurre i consumi domestici di acqua potabile del 70%, a parità di comfort.

Come usare meglio l’acqua in agricoltura (che con circa 17 miliardi di metri cubi di prelievi idrici annui costituisce il principale utilizzatore d’acqua): scegliere varietà più resistenti alla siccità, migliorare le pratiche irrigue, somministrare l’acqua solo quando serve facendo ricorso a sistemi di previsione e informazione in tempo reale, puntare a sistemi di microirrigazione a goccia che fanno risparmiare almeno il 50% di acqua e rivedere il sistema di tariffazione con un sistema di premialità e penalità che valorizzi le esperienze virtuose.

Come usare meglio l'acqua in casa: applicare ai rubinetti i riduttori di flusso che consentono di ridurre i consumi anche del 30%; in giardino o terrazzo utilizzare impianti a goccia programmabili con timer e utilizzare l'acqua piovana o quella impiegata per lavare frutta e verdura. Il risparmio idrico si fa anche a tavola: enormi quantità di acqua vengono usate per ottenere gli alimenti, quando buttiamo via il cibo buttiamo via anche l'acqua che contiene.

“Oggi la sfida della gestione sostenibile della risorsa idrica - dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente - si può vincere solo con un’attenta ed efficiente pianificazione di interventi, con politiche serie ed efficaci di adattamento al clima, di risparmio e tutela dell’acqua. Tra le questioni da affrontare ci sono prima di tutto l’inefficienza delle reti di distribuzione, la dispersione idrica che a Roma raggiunge oltre il 40%, la mancanza di piani strategici e innovativi per una sua diversa gestione e il fatto che l’acqua in Italia costa troppo poco, negli usi civili come in agricoltura, e anche per questo se ne consuma troppa”.

"Fatto salvo l’accesso universale che deve essere garantito “il prezzo dell’acqua - aggiunge la Muroni - va fissato a un livello che tenga conto del fatto che si tratta di un bene destinato a scarseggiare sempre di più per effetto dei cambiamenti climatici. Ad una diversa politica tariffaria deve però seguire anche una efficace politica di interventi e miglioramento del servizio”.

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