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Cupola del bestiame e pesca di frodo, carne e pesce illegali sono serviti

Nell'universo delle 'zoomafie', tra bracconaggio, traffici e canili clandestini, a preoccupare è la recrudescenza dei combattimenti tra animali. E resta alto l'interesse dei clan mafiosi per le corse di cavalli

RISORSE
Cupola del bestiame e pesca di frodo, carne e pesce illegali sono serviti

Macellazione clandestina, pascolo abusivo, pesca di frodo. E la carne e il pesce illegali sono serviti. Ad accendere i riflettori sul fenomeno, il dossier Zoomafia 2017 della Lav. A partire dalla 'cupola del bestiame'.

L’abigeato non trova tregua, ogni anno spariscono nel nulla circa 150.000 animali. Animali di provenienza sconosciuta, farmaci illegali, stalle e allevamenti abusivi, cure veterinarie mai registrate e animali tenuti in condizioni di sovraffollamento o senza il rispetto delle norme igieniche: questi alcuni casi accertati nel 2016. Tra i beni sequestrati a mafiosi ci sono anche allevamenti, mandrie, cavalli, bovini, caseifici.

Diverse le forme di macellazione clandestina, che vanno da quella domestica, o per uso proprio, a quella organizzata, riconducibile a traffici criminali; da quella collegata alla caccia di frodo a quella etnica. E poi, sofisticazioni alimentari e tonnellate di alimenti di origine animale sequestrate tra cagliate in cattivo stato di conservazione, carne avariata sprovvista di bolli sanitari, tonnellate di salumi in condizioni pessime, migliaia di uova di dubbia provenienza, utilizzo fraudolento dei solfiti nella carne.

Poi ci sono i pescatori di frodo che depredano le popolazioni di pesce, devastano i fondali, impoveriscono la biodiversità. Tonnellate di tonno rosso, pesce spada, molluschi, novellame, anguille, miglia di ricci e quintali di datteri di mare, posti sotto sequestro. L'ultima 'moda' della pesca illegale, il saccheggio delle Oloturie, meglio conosciute come 'cetrioli di mare': richiesta dall’industria alimentare e cosmetica, soprattutto orientale, da qualche anno questa specie è oggetto di cattura illegale da parte di gruppi organizzati, soprattutto nel Salento.

Nel business del pesce non manca l’infiltrazione della mafia o della camorra che, come diverse inchieste hanno accertato, sono infiltrate in società operanti nel settore ittico. L’operazione “Frontiera” dei Carabinieri ha permesso di accertare l’esistenza e l’operatività della “cosca Muto”, i cui membri, sono riusciti a influenzare l’economia locale, monopolizzando, con modalità mafiose, l’offerta di pescato, principale fonte di finanziamento della struttura criminale.

Nel dossier Zoomafia 2017 la Lav raccoglie tutti i numeri dei reati contro gli animali: si va dal traffico di cuccioli al contrabbando di fauna, dall'uso di animali a scopo intimidatorio o per lo spaccio di droga, alla zoocriminalità minorile. Secondo i dati raccolti dalle Procure, nel 2016 si è aperto un nuovo fascicolo per questo genere di reati ogni 57 minuti. I procedimenti sono aumentati dell'1,68%, gli indagati del 13,31%.

A preoccupare, più di tutti, i combattimenti tra animali, fenomeno che nel 2016 ha avuto una recrudescenza tanto da rappresentare oggi, per la Lav, un vero e proprio allarme: 133 i cani sequestrati, 29 le persone denunciate per reati che vanno dal maltrattamento alla detenzione incompatibile all’organizzazione di combattimenti, e un combattimento interrotto in flagranza. Il numero dei cani sequestrati segna un +189% rispetto al 2015 e quello delle persone denunciate un +38%.

Ritrovamenti di cani con ferite o morti a causa delle lotte, furti e rapimenti di cani di grossa taglia o di razze abitualmente usate nei combattimenti, sequestri di allevamenti di pit bull, pagine Internet o profili di Facebook che esaltano i cani da lotta, segnalazioni: sono tutti segnali che indicano una recrudescenza del fenomeno. Per contrastare il preoccupante aumento delle lotte clandestine è tornato attivo il numero Lav “Sos Combattimenti” (064461206).

Confermano la loro pericolosità anche le corse clandestine di cavalli con recenti inchieste che hanno confermato l’interesse di alcuni clan mafiosi: solo nel 2016 ci sono stati otto interventi delle forze dell’ordine, tre corse clandestine bloccate, 36 persone denunciate, 24 persone arrestate, 22 cavalli sequestrati, quattro stalle e un maneggio sequestrati. Secondo i dati ufficiali relativi all’elenco dei cavalli risultati positivi al controllo antidoping, 61 cavalli che nel 2016 hanno partecipato a gare ufficiali sono risultati positivi a qualche sostanza vietata. Gare svolte in diversi ippodromi d’Italia, da Albenga a Napoli, da Aversa a Firenze, da Torino a Palermo, passando per Trieste, Montecatini, Milano, e Siracusa.

Queste, invece, alcune delle sostanze trovare nei cavalli da corsa nel 2016: Altrenogest, Benzoilecgonina (metabolita della cocaina), Betametasone, Caffeina, Clortalidone, Codeina, Desametasone, Diossido di Carbonio (TCO2), Ecgonina Metilestere, Estranediolo (Metabolita Nandrolone), Fenilbutazone, Flunixin, Morfina, Procaina, Stanozololo, Teofillina, Testosterone.

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