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Cai, convivenza uomo-orso possibile con informazione e formazione

RISORSE
Cai, convivenza uomo-orso possibile con informazione e formazione

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La convivenza tra uomo e orso? E' possibile, ma servono informazione, formazione e buona educazione di chi frequenta la montagna. Ne è convinto il Cai, Club Alpino Italiano, che ribadisce l’importanza di un atteggiamento di equilibrio e rispetto, sia delle scelte gestionali già pianificate da anni sia nei confronti delle istituzioni che hanno la responsabilità di applicarle.

"Riteniamo non sia costruttivo assumere un atteggiamento emotivo o ideologizzato ad ogni nuovo evento, colpevolizzando chi l’uomo chi l’orso: sono invece indispensabili lucidità e una linea di condotta coerente. Il momento attuale è particolarmente delicato per il futuro degli orsi sulle Alpi: il Cai, convinto del valore biologico e culturale di questi animali, auspica che il confronto su questa specie e sulla sua gestione ritorni quanto prima ad un livello più razionale e oggettivo", fa sapere il Cai.

Per il Club Alpino Italiano, è necessario investire con ancor più forza nella comunicazione, affinché chi frequenta zone di presenza dell’orso adotti comportamenti consapevoli e corretti, senza dimenticare che nell’attuale realtà di antropizzazione delle Alpi è fondamentale mirare alla conservazione della popolazione di orso nel suo insieme.

Il Cai, attraverso il Gruppo Grandi Carnivori si sta impegnando affinché la presa di coscienza della complessa ed articolata realtà legata al ritorno dei grandi carnivori nelle Alpi porti ad una convivenza con l’orso consapevole e matura. "Dopo le prime reazioni emotive - commenta il vice presidente generale del Cai, Erminio Quartiani - è ora giunto il momento di ricondurre tutti, opinione pubblica, ambientalisti e istituzioni, a un più equilibrato giudizio sull'accaduto incidente trentino, in cui un orso ha aggredito un uomo".

Il Cai ribadisce che "la convivenza tra l'uomo e l'orso nelle nostre montagne è possibile, ma molto ancora va fatto dal punto di vista della buona informazione, della formazione ed educazione di chi frequenta la montagna, vi vive e vi opera, per far crescere il consenso favorevole a questa convivenza, che come tale non può penalizzare le persone che vivono nei territori interessati né la presenza del grande carnivoro. Il sodalizio si impegna sempre più in questa direzione anche attraverso il Gruppo di lavoro Grande carnivori, di recente istituzione, coordinato dal socio Davide Berton", conclude Quartiani.

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