Home . Sostenibilita . Risorse . Clima: a 10 anni dalla Conferenza nazionale, Italia sempre più a rischio e governance inadeguata

Clima: a 10 anni dalla Conferenza nazionale, Italia sempre più a rischio e governance inadeguata

Il punto nell'incontro in Senato, manca piano nazionale adattamento mentre il clima precipita

RISORSE
Clima: a 10 anni dalla Conferenza nazionale, Italia sempre più a rischio e governance inadeguata

(Fotolia)

Nel 2007, secondo i dati Ispra, il 10% del territorio italiano era interessato da forte criticità idrogeologica; stando alle ultime stime, la percentuale delle aree a rischio è quasi raddoppiata (19,4%). E se la popolazione esposta a rischio frana ammontava a 992.403 abitanti, oggi è passata a 1.247.679, mentre quella esposta a rischio alluvione ha quasi raggiunto i 2 milioni di persone. E sia per le frane che per le alluvioni, sono stati considerati solo i residenti nelle aree a pericolosità elevata e molto elevata; se si considera anche chi vive in aree a scenario di pericolosità media e scarsa si arriva invece a più di 9 milioni.

Dieci anni in cui è stato fatto poco o nulla sul fronte della prevenzione e dell'adattamento e durante i quali la situazione climatica è drasticamente peggiorata. Sono i 10 anni trascorsi dal 2007, anno della prima e unica Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici, stando a quanto emerso oggi in occasione della conferenza organizzata a Palazzo Madama su iniziativa di Loredana De Petris, presidente del gruppo misto al Senato, e Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della fondazione UniVerde che da ministro dell'Ambiente promosse, nel 2007, la prima e unica Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici.

Conferenza durante la quale si evidenziò come l’anomalia della temperatura media si attestasse, nel 2007, a +1°C rispetto al trentennio 1961-1990: in meno di dieci anni è passata a +1,58 °C con il 2017 già entrato nella storia per le roventi temperature raggiunte. Senza contare il fenomeno delle 'bombe d’acqua' e le alluvioni, i periodi di prolungata siccità, la desertificazione che interessa il 40% del territorio nazionale.

Cosa è successo in questi 10 anni? Per Domenico Gaudioso dell'Ispra, non solo non è stato rispettato uno dei punti chiave del manifesto approvato alla fine della conferenza del 2007, che si proponeva di rendere centrale il tema dei cambiamenti climatici in politica, ma "oggi la situazione del mutamento climatico è più grave di quella che era stata prevista 10 anni fa, soprattutto dal punto di vista dell'intensità degli eventi estremi".

Anche per Valerio Rossi Albertini, fisico del Cnr, "le previsioni climatiche catastrofiche fatte nel 2017 sono state superate dai fatti: le cose stanno andando malissimo. Tante le cose non fatte in questi 10 anni, tanti gli impegni disattesi mentre la situazione climatica è precipitata".

Risultato: un'estate, quella 2017, passata di tragedia in tragedia. Lo ricorda Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente, che però punta il dito contro una politica che manca di potere decisionale, nonostante i ripetuti avvertimenti. "A dicembre gli scienziati hanno annunciato un anno siccitoso; poi, è stato previsto l'arrivo delle piogge e il rischio alluvioni. Lo stupore con cui oggi si commentano i fatti che stanno accadendo lo trovo francamente incomprensibile".

"Questo - continua Muroni - è un Paese fragile soprattutto di fronte al clima che cambia e questi 10 anni persi sono costellati di 242 eventi estremi e 192 comuni colpiti". Un inasprimento della situazione climatica a cui si accompagna "un inquietante indebolimento, negli anni, del ministero dell'Ambiente che manca di protagonismo", ma anche "sindaci che vengono lasciati soli, territori debolissimi nel proporre progetti" e "16mila costruzioni abusive solo nel 2016 in un Paese in cui la legge sul consumo di suolo si è subito inabissata".

E' tutto andato storto? Non proprio. Passi in avanti, è stato sottolineato in occasione dell'incontro di oggi, in Europa ce ne sono stati soprattutto in tema di mitigazione e prevenzione. Sono 20 i Paesi europei ad aver adottato una strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e 12 hanno già il piano nazionale (tra questi però non c'è l'Italia che, se nel 2015 ha adottato la strategia, ancora non ha il piano nazionale che rappresenta un passo in avanti rispetto alla strategia). E in più, è aumentata l'attenzione sul tema da parte dei cittadini, ma per dirla con Rossi Albertini, "se il Paese è andato avanti la politica è rimasta indietro".

Per Serena Pellegrino, vice presidente della Commissione Ambiente alla Camera, "negli ultimi 25 anni, i governi hanno fatto poco o niente, se non 10 anni fa quando Alfonso Pecoraro Scanio ottenne sgravi fiscali per le rinnovabili e ancora ne parliamo". Intanto, "a pezzi e pezzettini si smontano presidi e organi di controllo. Bisogna invertire la rotta".

Ma se Serena Pellegrino invita a non generalizzare quando si parla di politica, la senatrice Loredana De Petris ammette che "non c'è grande consapevolezza da parte della politica. Io anzi registro meno sensibilità in queste Aule".

Anche per questo, annuncia Pecoraro Scanio, "a fine ottobre, alla Camera, vogliamo tornare a fare il punto sulla situazione per spingere sull'approvazione del piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e presentare emendamenti alla legge di stabilità su dissesto idrogeologico, lotta agli incendi e siccità".

Commenti
Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere: ACCEDI oppure REGISTRATI