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Istat, nel 2015 raccolta differenziata al 47,5% e forti differenze geografiche

Il nord differenzia oltre la metà dei rifiuti urbani, il sud il 39% e le isole si fermano al 23%

RISORSE
Istat, nel 2015 raccolta differenziata al 47,5% e forti differenze geografiche

(Fotolia)

Nel 2015, i rifiuti urbani raccolti sono pari a 29,5 milioni di tonnellate (circa 486 chilogrammi per abitante), un valore leggermente più basso a quello del 2014, una modesta inversione di tendenza rispetto all’andamento osservato nel periodo 2010-2013. Di questi, il 47,5% è stato raccolto in forma differenziata. Lo rileva l'edizione 2017 dell’Annuario statistico italiano dell'Istat.

Anche per la raccolta differenziata le differenze territoriali sono rilevanti. Nel Settentrione più della metà dei rifiuti urbani raccolti è differenziato, a eccezione di Liguria (37,8%) e Valle d’Aosta (47,8%). Nel Centro si differenzia poco più del 40%, anche a causa del moderato valore del Lazio (37,5%), nel Sud circa il 39%, mentre la raccolta differenziata è pari a meno di un quarto di quella totale nelle Isole (23%).

Le migliori performance si rilevano nelle regioni Veneto (68,8%) e Trentino-Alto Adige (67,4%). I valori più bassi caratterizzano la Sicilia e la Calabria, rispettivamente 12,8 e 25,0%.

La raccolta differenziata riguarda prevalentemente i rifiuti organici e la carta, che rappresentano in peso, rispettivamente, il 43,3 e il 22,5% del totale raccolto con questa modalità; seguono il vetro (12,5%) e la plastica (8,4), mentre le altre tipologie di rifiuto, legno, metallo, tessili, raccolta selettiva, rifiuti di apparecchiature elettriche e elettroniche, ingombranti misti a recupero, rappresentano complessivamente il 13,4% del rifiuto differenziato.

In termini pro capite le quantità maggiori di rifiuti urbani si raccolgono nelle regioni del Centro (542,7 chilogrammi) e del Nord-est (523,3); nelle altre ripartizioni i valori dell’indicatore risultano inferiori alla media italiana e sono pari a 472,7 chilogrammi per abitante nel Nord-ovest, 455,2 nelle Isole e 437,4 nelle regioni del Sud.

L’Emilia-Romagna (641,8 chilogrammi per abitante) e la Toscana (607,1) sono le regioni in cui si raccolgono più rifiuti urbani in rapporto alla popolazione, mentre in Basilicata e Molise i valori sono inferiori ai 400 chilogrammi pro capite (rispettivamente 345,9 e 389,7).

La produzione di rifiuti speciali ammonta nel 2015 a 123,3 milioni di tonnellate, di cui il 7,4% costituito da rifiuti speciali pericolosi. Nei rifiuti speciali non pericolosi circa il 43% è costituito da rifiuti misti dell’attività di costruzioni e demolizioni, mentre per quanto riguarda il quantitativo di rifiuti speciali pericolosi il 13,6% è dato dai veicoli fuori uso in demolizione.

Il 57,6% dei rifiuti speciali (pericolosi e non) è prodotto nelle regioni del Nord, il 23,9% nelle regioni del Mezzogiorno e il restante 18,5% nelle regioni del Centro. In valore assoluto le maggiori quantità (superiori a 10 milioni di tonnellate) di rifiuti speciali sono prodotti in Lombardia (28,4 milioni di tonnellate), che da sola produce il 37,3% circa del totale generato in Nord Italia, seguita da Veneto (13,9), Emilia-Romagna (13,1) e Piemonte (10,5).

In rapporto alla popolazione, invece, i valori più elevati si rilevano in Valle d’Aosta (oltre 4,9 tonnellate per ogni abitante), Trentino-Alto Adige (3,9) e Emilia-Romagna (2,9). I valori raggiungono il minimo in Calabria, dove risulta prodotta poco più di una tonnellata di rifiuti speciali per abitante (1,1).

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