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39 milioni per salvare la Grande Barriera Corallina

L'annuncio del governo australiano

RISORSE
39 milioni per salvare la Grande Barriera Corallina

(Xinhua)

Un piano da 60 milioni di dollari australiani (48 milioni di dollari Usa, pari a oltre 39 mln di euro) per salvare la Grande Barriera Corallina. La maggior parte dei finanziamenti sarà destinata a iniziative per incentivare gli agricoltori locali affinché impediscano che l'inquinamento penetri nelle acque della barriera corallina mentre una parte del denaro verrà speso per affrontare un'epidemia di stelle marine a corona di spine responsabili di danni al reef.

"Il governo di Turnbull sosterrà la ricerca mondiale per garantire la sopravvivenza della Grande Barriera Corallina e dei 64mila posti di lavoro che si basano sulla sua prosperità", si legge in un comunicato del governo.

Sei milioni di dollari australiani finanzieranno programmi di ricerca e sviluppo per il recupero del reef e cinque milioni saranno destinati a sistemi di allarme per prevenire ulteriori sbiancamenti dei coralli, così come per interventi di gestione.

La barriera corallina, al largo della costa nord-orientale australiana, ha subito i primi due eventi in sequenza di sbiancamento dei coralli nel 2016 e 2017. La Grande Barriera Corallina è il conglomerato più grande al mondo di barriere coralline, più esteso dell'Italia. È anche una delle maggiori attrazioni turistiche in Australia, con un giro d'affari di 6,4 miliardi di dollari all'anno.

I gruppi ambientalisti hanno contestato al primo ministro Turnbull di non affrontare la questione al cuore. "Se fosse sinceramente interessato alla nostra preziosa barriera corallina, si impegnerebbe seriamente a combattere il cambiamento climatico invece di impegnarsi in soluzioni fantasiose che ignorano il vero problema", ha detto Nikola Casule, attivista di Greenpeace Australia.

L'Australia è uno dei maggiori esportatori di carbone nel mondo ed è tra i più alti emettitori pro capite di anidride carbonica. L'anno scorso, il governo australiano ha evitato che la barriera corallina si aggiungesse all'elenco Unesco dei patrimoni a rischio dopo aver promesso di spendere due miliardi di dollari per attuare misure per proteggerla e gestirla.

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