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Guerra hi-tech ai trafficanti di natura

Social, aziende tech e di e-commerce con Wwf e Google, piattaforme e app off limits per trafficanti

RISORSE
Guerra hi-tech ai trafficanti di natura

(©Wwf-Canon / James Morgan)

Ci vogliono pochi minuti per acquistare online animali selvatici in via di estinzione, cuccioli di tigre compresi, oppure oggetti in avorio. Vendite quasi sempre illegali. Acquistando questi prodotti si contribuisce, consapevolmente o meno, ad alimentare il quarto mercato illegale più grande al mondo, una rete criminale da 20 miliardi di dollari l'anno spesso collegata con i traffici di persone, armi e droga.

Per questo, le maggiori società di e-commerce, hi tech e social media al mondo hanno deciso di unire le forze e con Google e Wwf stanno lavorando per rendere le piattaforme e le app inutilizzabili per i trafficanti di natura.

Sono 21 le grandi aziende tecnologiche di Nord America, Asia, Europa e Africa ad aver dato vita alla prima coalizione globale per stroncare il commercio online di animali e piante selvatici. L'obiettivo è ridurre il traffico di natura attraverso le piattaforme online dell'80% entro il 2020.

Il commercio illegale di specie selvatiche è una delle più grandi minacce per la fauna selvatica con più di 20.000 elefanti uccisi illegalmente ogni anno per il commercio delle loro zanne, e quasi 3 rinoceronti uccisi ogni giorno in Sud Africa per il corno.

Ogni 5 minuti un pangolino viene strappato alla vita per il commercio illegale delle scaglie che lo ricoprono e che vengono utilizzate nella medicina tradizionale. Felini come la tigre sono ormai in grave pericolo di estinzione proprio a causa del bracconaggio spietato.

Le piattaforme online hanno dato ulteriore spinta a questo drammatico commercio: ma ora, grazie al coinvolgimento dei grandi protagonisti del web, favorito dalla spinta di Wwf, Traffic (Trade record analysis of fauna and flora in commerce) e Ifaw, si sono poste le basi per invertire la rotta.

I membri della coalizione sono: Alibaba, Baidu, Baixing, eBay, Etsy, Facebook, Google, Huaxia Collection, Instagram, Kuaishou, Mall for Africa, Microsoft, Pinterest, Qyer, Ruby Lane, Shengshi Collection, Tencent, Wen Wan Tian Xia, Zhongyikupai, Zhuanzhuan and 58 Group.

"Questo accordo è una pietra miliare significativa per porre fine al traffico di animali selvatici online. Abbiamo tutti un ruolo da svolgere nel garantire che un mondo senza rinoceronti, elefanti, tigri e migliaia di altre creature non diventi una realtà", commenta Isabella Pratesi, direttore Conservazione di Wwf Italia.