Home . Sostenibilita . Risorse . Sardegna, l'eredità mineraria e le bonifiche mai partite

Sardegna, l'eredità mineraria e le bonifiche mai partite

Ora il geoparco spinge, serve bonificare per risanamento e turismo

RISORSE
Sardegna, l'eredità mineraria e le bonifiche mai partite

Montevecchio, Fiume Rosso (Adnkronos)

Corsi d'acqua alimentati da falde sotterranee che passano per le miniere sarde o che attraversano o scorrono nei pressi degli abbancamenti (colline che in realtà altro non sono che vecchie discariche di materiali di scarto delle miniere, oggi inattive) e che trasportano con sé minerali, elementi e metalli pesanti in quantità e livelli diversi. E che preoccupano a livelli diversi.

Succede - per fare un paio di esempi - a Montevecchio, dove scorre quello conosciuto come il Fiume Rosso, che assume il caratteristico colore passando attraverso le gallerie dell'ex miniera metallifera e gli abbancamenti. Succede nel bacino del Rio San Giorgio che scorre portando con sé i metalli pesanti delle miniere di piombo e zinco.

L'eredità lasciata dall'attività mineraria sarda, insieme al fascino della sua archeologia industriale, i villaggi abbandonati dei minatori e i km di gallerie che rappresentano una forte attrattiva turistica, comprende anche alcune aree da bonificare, con urgenze diverse, "ma alcuni siti, per essere aperti alla fruizione del pubblico, devono prima necessariamente essere bonificati", spiega all'AdnKronos Ciro Pignatelli, direttore del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna.

A che punto siamo con le bonifiche? "A parte piccoli interventi, sostanzialmente le bonifiche non sono mai partite", dice Pignatelli. Colpa anche di una sorta di confusione sui soggetti cui il ministero dell'Ambiente destina i fondi per le bonifiche.

Il Parco Geominerario, spiega Pietrangelo Loru, responsabile servizio tecnico ambientale del parco, collabora con Igea Spa (società in house della Regione cui spettano le bonifiche) per identificare quali sono le zone che vanno bonificate e quelle che non hanno questa necessità. "Tra le priorità individuate, quella di bonificare il bacino del Rio San Giorgio. Sarà il primo grande intervento, realizzato con finanziamento della comunità europea".

Per Marta Battaglia, direttrice Legambiente Sardegna, "dalla ricchezza e dalla vastità delle aree interessate dai siti minerari in Sardegna deriva la complessità del tema bonifiche. Ma questo è un fronte su cui non dobbiamo abbassare la guardia anche perché i siti da bonificare generano inquinamento anche lontano del sito stesso e quindi è necessario lavorare per contenerlo. Un processo lungo e lento la cui complessità non ci deve spaventare così come non ci devono spaventare le difficoltà burocratiche".

Commenti
Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere: ACCEDI oppure REGISTRATI