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Stress da lavoro e malanni di stagione, più sprint con le tisane

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Stress da lavoro e malanni di stagione, più sprint con le tisane

(Fotolia)

Concentrazione, buon umore e una sferzata al sistema immunitario. Foglie, fiori e radici, sotto forma di tisane, infusi o decotti, possono essere ottimi alleati nelle attività quotidiane e offrire un aiuto supplementare per fronteggiare l’arrivo della stagione invernale con i malanni tipici dei mesi più freddi.

Per la concentrazione via libera a ginkgo biloba, ginseng e yerba matè. "Il ginseng è una radice coltivata in Cina, Corea e alcune zone della Siberia. Tramite tisana può avere effetto adattogeno-stimolante, cioè nel momento in cui ho uno stimolo esterno che mi richiede di ottimizzare la mia prestazione fisica, migliora la mia performance e la tiene sopra un certo livello base", spiega all’Adnkronos Luigi Romiti, erborista e formatore in ambito salutistico e autore del blog Giardinoaromatico.it.

"Nel caso della yerba matè, tipica di alcune zone del Centro e Sud America, si utilizzano le foglie in infusione. La caratteristica principale è che le foglie contengono caffeina, circa 1%, anche se l’estrazione di questa sostanza in acqua calda è molto limitata: la bevanda contiene circa la metà di questo 1%”, continua l’esperto.

"Grazie al contenuto di caffeina insieme a teobromina, alcuni flavonoidi, derivati dell’acido caffeico e parecchi minerali come potassio, magnesio, ferro, calcio, zinco, yerba matè risulta essere ottimale come tonico, combattendo la fatica e aumentando il senso di vigore; ha un’azione antiossidante e stimolante a livello delle funzioni cognitive, principalmente memoria e concentrazione; ha effetto diuretico ed una minima azione ipocolesterolemizzante, cioè tende a diminuire un po' il colesterolo totale a livello del sangue - spiega Romiti - E’ anche in grado di ridurre il senso della fame ed ha un’azione lipolitica, cioè stimola la mobilitazione degli acidi grassi per utilizzarli a scopo energetico come una sorta di brucia grassi".

"Sotto forma di tisana ha principalmente un’azione tonica, antiossidante e stimolante. Quella lipolitica e ipocolesterolemizzante sono più marcate con l’assunzione di estratti secchi, in quanto più concentrati", aggiunge.

"Una buona tisana per il buon umore è quella con ginkgo biloba e iperico perché il primo è un ottimo adattogeno e l’iperico in associazione con il ginkgo biloba stimola le funzioni cognitive e il buon umore", continua Romiti.

Per potenziare le difese in vista dei malanni di stagione, l’esperto erborista e formatore suggerisce di puntare su tisane a base di echinacea e rosa canina: "L’echinacea è una pianta erbacea; è funzionale perché contiene numerose sostanze con effetto immunostimolante, per esempio rafforzando il nostro sistema immunitario contro gli stati influenzali. La rosa canina contiene tannini, carotenoidi, flavonoidi e vitamina C, quindi diverse molecole che indirettamente aiutano il nostro organismo a mantenersi in un buono stato di salute".

E quando raffreddore e influenza avranno fatto la loro comparsa? "Farei - dice Romiti - una tisana composta da timo (sommità fiorite), eucalipto (foglie) e zenzero (radice). Timo e eucalipto hanno effetto balsamico grazie alle micro quantità di olio essenziale che si disperdono nell’acqua calda e che supportano la funzione respiratoria", sia attraverso l’inalazione che l’assunzione per bocca; quanto allo zenzero, "in generale è un buon rimedio contro i malanni invernali, contiene diverse sostanze e anche un olio essenziale funzionale per sostenere il sistema immunitario".

Diverse le bevande da fare in casa: tisane, infusi e decotti sono preparazioni estemporanee che richiedono tempi e modalità differenti oltre ad adattarsi a parti diverse delle piante.

"La tisana - spiega Romiti - è molto più diluita e la concentrazione delle erbe varia tra i 20-30 gr in un litro di soluzione mentre nell’infuso o decotto la concentrazione della mia droga (qualsiasi vegetale dotato di attività salutistica) o mix di droghe è maggiore perché utilizzo mediamente 4-6 gr su 100 ml. Con l’infusione metto l’erba in acqua bollente e la lascio in macerarazione per 10-15 minuti a coperchio chiuso e fuoco spento; con la decozione, processo solitamente riservato alle radici, ai semi o alle cortecce, dovrò mettere la droga in acqua fredda e portare il tutto ad ebollizione. Ad esempio la radice di ginseng posso farla sobbollire in acqua a fuoco molto basso e a coperchio chiuso, per 15 minuti, poi spegnerò e lascerò in infusione per altri 10 minuti, prima di sorseggiarla".

Rispetto agli infusi a freddo, l’erborista Luigi Romiti consiglia di passare sempre attraverso una preparazione a caldo, come quelle descritte.

"Con la sola infusione in acqua fredda, infatti, la frazione di sostanze attive ed aromatiche che si riuscirebbero ad estrarre da un vegetale risulterebbe ancora più limitata. Il mio consiglio è quello di fare una preparazione a caldo e di lasciarla raffreddare a coperchio chiuso in modo che tutta la condensa che si è formata sul coperchio, ricca in micro quantità di olio essenziale, finisca all’interno della tisana - conclude - Tutte le preparazioni vanno consumate in breve tempo, al massimo entro un giorno e mezzo, perché sono senza alcun conservante".

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