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Turismo fa rima con ambiente, italiani turisti sempre più 'eco'

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Turismo fa rima con ambiente, italiani turisti sempre più 'eco'

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Italiani e turismo sostenibile: crescono consapevolezza e sensibilità sul tema e anche la voglia di coniugare svago e rispetto per l’ambiente. Secondo il VII Rapporto “Italiani, turismo sostenibile e ecoturismo”, realizzato da Ipr Marketing per la Fondazione UniVerde, il 76% degli intervistati ha già sentito parlare di turismo sostenibile, un bel risultato registrato nel 2017 considerato che nel 2011, invece, la percentuale si fermava al 63%. E ha sentito parlare di ecoturismo il 62%, contro il 47% del 2011.

Per il 48%, per lo sviluppo economico di un’area turistica la sostenibilità rappresenta un’opportunità di crescita, per il 40% una necessità e solo il 5% pensa ancora che possa invece essere un freno. Il 77% concorda nell’affermare che l’attenzione all’ambiente comporti una crescita (77%).

E se nel momento in cui pianifica un soggiorno turistico, il 55% si pone il problema di fare scelte che non danneggino l’ambiente (dal mezzo di spostamento alla struttura da prenotare), c’è un 45% che si dichiara disposto a spendere anche un 10-20% in più a fronte di garanzie di sostenibilità (nel 2013, questa percentuale si fermava al 39%). Nel progettare una vacanza, il 69% rinuncerebbe all’auto se la meta fosse raggiungibile in treno, il 55% se fosse raggiungibile in autobus, il 59% se sul posto ci fosse il carsharing e il 51% se sul posto ci fosse il bikesharing.

Prima di scegliere una struttura turistica, il 42% si informa sul livello di attenzione rivolto all’ambiente (era il 35% nel 2011). Ma come capire che una struttura turistica, ad esempio un albergo, è attento all’ambiente? Per quanto riguarda la struttura, il 54% usa come indicatore la presenza di pannelli fotovoltaici, il 32% sistemi per risparmio elettricità, il 28% sistemi per risparmio idrico, il 12% il ricorso alla bioarchitettura per la progettazione, il 7% la presenza di materiali eco per costruzioni e arredi.

Per quanto riguarda i servizi, si fa attenzione all’offerta di menù bio e km zero (36%), alla modalità raccolta rifiuti e pulizia (35%), alla presenza di ricariche o noleggio auto elettriche/ibride (9%), alla proposta di escursioni ecoturistiche (5%).

E a proposito di strutture, sempre stando ai risultati della ricerca, mentre negli anni quelle alberghiere registrano un calo nelle preferenze indicate dagli intervistati (nel 2011 erano al 39%, nel 2014 al 45%, nel 2017 si fermano al 33%), crescono invece gli agriturismi (che erano al 25% nel 2011 mentre nel 2017 salgono al 32%). D’altra parte, natura e paesaggi rappresentano l’attrazione principale di una meta turistica per il 59% degli intervistati, piazzandosi così al secondo posto subito dopo arte, storia ed eventi culturali (62%). Insomma, agli italiani piace riposarsi a contatto con la natura e scoprirne le bellezze.

Per il 47% esiste oggi in Italia un’emergenza che riguarda i danni che il turismo può portare all’ambiente. Gli aspetti critici riguardano soprattutto cementificazione e speculazione edilizia (60%), ma anche inquinamento (19%), iper affollamento in alcuni periodi (12%), iper sfruttamento del territorio (6%).

Il 61% degli intervistati si aspetta, nei prossimi 10 anni, un aumento della sensibilità nei confronti delle tematiche legate all’ecoturismo e al turismo sostenibile. Infine, nell’anno Onu per il Turismo Sostenibile, è stato chiesto agli intervistati un parere su quanto sta facendo il governo italiano sul tema: “poco, potrebbe impegnarsi di più” è la risposta data dal 45%; “sta facendo quello che può con le risorse che ha” per il 33%; “molto” per il 12%.

Nella Giornata Mondiale del Turismo del 27 settembre, questi temi saranno al centro dell'incontro “Green Pride dell’Innovazione per il turismo sostenibile. Efficienza energetica, tecnologie e startup innovative al servizio della sostenibilità” , presso la Sala degli Atti Parlamentari - Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” a Roma.

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