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Investire in ricerca e innovazione, la ricetta Eni per uno sviluppo sostenibile

A Descalzi, entro l'anno, laurea ad honoris causa in ingegneria per l'ambiente

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Investire in ricerca e innovazione, la ricetta Eni per uno sviluppo sostenibile

Investire in ricerca e innovazione per combattere la crisi economica ma anche ambientale. E' questa la ricetta dell'Eni per uno sviluppo sostenibile che l'amministratore delegato Claudio Descalzi ha illustrato in occasione del 14esimo Convegno Annuale Codau, che si è svolto a Monopoli, in Puglia.

Una sfida che l'Eni sta portando avanti insieme alle Università. “Viviamo di competenze, di tecnologie proprietarie, che ci hanno reso la prima società nell'esplorazione, abbiamo 250/300 ricercatori fissi, sul Know How abbiamo investito circa 450 mln” e dunque, “se c'è una società che è interessata al sistema universitario per portare innovazione è sicuramente l'Eni" ha affermato Descalzi.

In questo contesto, la crisi economica ha giocato un ruolo fondamentale, basti pensare che “in Italia producevamo 400mila barili al giorno tra olio e gas”. Numeri che, ha spiegato l'ad di Eni, nel giro di 10 anni “si sono dimezzati, con un calo di piattaforme e riconversione di raffinerie”.

Per invertire la rotta “siamo intervenuti, lavorando sulla riduzione dei costi, ma soprattutto sfruttando le regole italiane ed europee per la riduzione di CO2, sviluppando la chimica verde e la raffinazione verde. Abbiamo investito in tecnologie nostre (a Marghera, Gela, Porto Torres) e adesso anche dove si perdeva siamo in equilibrio".

In particolare, Descalzi ha ricordato l'azione di recupero di circa 4mila dei 7mila ettari che l'Eni ha in Italia, puntando sull'energia rinnovabile dando così vita “a terreni bonificati ma non utilizzabili" e a laboratori che nascono dalle 'ceneri' di piattaforme dismesse.

Un impegno nella sostenibilità a tutto tondo riconosciuto anche dal mondo universitario. Entro l'anno, infatti, la facoltà di ingegneria dell'Università di Roma 'Tor Vergata' conferirà all'amministratore delegato dell'Eni, la laurea honoris causa in ingegneria per l'ambiente e il territorio. Un riconoscimento, si legge nelle motivazioni, all'impegno sulla sostenibilità ambientale, con particolare riferimento all'introduzione di nuove tecnologie che hanno ridotto l'emissione di gas serra del 27%, contribuendo a mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

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