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Antartide, riapre la base italiana e parte la XXXII campagna estiva

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Antartide, riapre la base italiana e parte la XXXII campagna estiva

(Foto Fotogramma)

Dopo il gelido inverno polare, gli scienziati italiani ritornano in Antartide, riprendo le porte della Base italiana "Mario Zucchelli". Prende così il via la nuova Campagna estiva di ricerca, la 32° nel continente del Polo Sud, che realizzerà l'intenso progetto 2016-2017 del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide. Studio dei ghiacci, ambiente, clima sono tra i capitoli chiavi delle ricerche che andranno a svolgere anche quest'anno i ricercatori italiani. Ed ad annunciare questa nuova pagina di scienza nazionale sono il Pnra, l'Enea che attua la fase operativa della missione, ed il Cnr che coordina le attività di ricerca.

Il compito di aprire la Base per ripristinarne la piena funzionalità, prima dell’arrivo degli altri componenti della Spedizione, è affidato ad un gruppo di 20 persone del programma di ricerca italiano. Il team, confermano Enea e Cnr, è partito ieri da Christchurch con un volo dell’Air Force Neozelandese alla volta della Stazione antartica statunitense McMurdo, da dove ha raggiunto Baia Terra Nova a bordo di due piccoli aerei del Programma antartico statunitense. Del gruppo fanno parte il Capo Spedizione Alberto Della Rovere, i tecnici specializzati dell'Enea, due ufficiali delle Forze Armate addetti alla Sala Operativa, un medico, un cuoco e tre piloti di elicottero neozelandesi.

"La Campagna -spiegano le istituzioni di ricerca- avrà una durata di quattro mesi nel corso dei quali nella Base si avvicenderanno circa 230 persone, tra tecnici e ricercatori italiani e stranieri". Un avvicendamento necessario perchè, malgrado l'estate antartica, le condizioni in cui vengono svolte le attività sono spesso difficili visto che sulla costa, dove si trova la Stazione "Mario Zucchelli", si registrano temperature medie tra 0°C e -35°C e vi sono 24 ore di luce al giorno.

Proprio dalla Stazione "Mario Zucchelli", intitolata ad uno degli scienziati italiani decani delle ricerche in Antartide, partirà il 9 novembre prossimo il volo di apertura della Campagna estiva nella Stazione italo-francese Concordia che si trova presso il sito di Dome C, a 3.300 metri di altitudine sul plateau antartico. "Un primo gruppo di tecnici italiani e francesi potrà finalmente dare il cambio alla piccola squadra di dodici persone che ha lavorato in completo isolamento per i nove mesi della Campagna invernale, periodo nel quale a Dome C si registrano temperature tra le più basse del pianeta, perfino inferiori a -80°C" rilevano Cnr ed Enea.

Oltre alle due basi terrestri, la XXXII Spedizione vedrà impegnate nell’Oceano Meridionale anche due navi italiane di ricerca. La nave Italica, che si trova già in Nuova Zelanda, salperà dal porto di Lyttelton diretta in Antartide alla fine di dicembre per effettuare sia operazioni logistiche che una campagna di ricerca oceanografica e di biologia marina. La nave Ogs Explora ha invece in programma una campagna scientifica geologico-geofisica tra gennaio e febbraio 2017, partendo dal porto di Hobart in Tasmania.

"Nel clima di cooperazione internazionale che caratterizza la scienza antartica, alcuni ricercatori italiani svolgeranno attività di ricerca presso basi antartiche e navi straniere" tengono a sottolineare Cnr, Enea e Pnra. La Spedizione del programma italiano di ricerche in Antartide, la cui attuazione operativa è affidata all’Enea, è finanziata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che si avvale della Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide per gli indirizzi strategici.

Nel dettaglio, le attività di ricerca, coordinate dal Cnr, riguarderanno biodiversità, evoluzione e adattamento degli organismi antartici, scienze della Terra, glaciologia, contaminazioni ambientali, scienze dell’atmosfera, attività di monitoraggio presso gli Osservatori permanenti meteo-climatici, astronomici e geofisici, nonché, presso la Stazione Concordia, attività di astrofisica permanenti meteo-climatici, astronomici e geofisici, nonché, presso la Stazione Concordia, attività di astrofisica e biomedicina per l’adattamento dell’uomo allo spazio.

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