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Creme e tessuti 'curativi', la nanotecnologia al servizio della pelle

Finanziato dall'Ue, coinvolge 8 partner di 5 Paesi

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Creme e tessuti 'curativi', la nanotecnologia al servizio della pelle

(Fotolia)

Sfruttare il veicolo delle nanocapsule per portare sulla pelle i benefici dei principi attivi, sviluppando nuovi prodotti. Dagli abiti che danno comfort alle creme antiage fino a lozioni e tessuti con proprietà antibatteriche. E’ l’obiettivo di Skhincaps, progetto europeo della durata di quattro anni (ottobre 2015-settembre 2019), sotto il coordinamento del portoghese Centi-Centro per la nanotecnologia e i materiali intelligenti, e finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020.

"Utilizzando una tecnologia sicura, sostenibile e scalabile - si legge sul sito del Cordis, Servizio Comunitario di Informazione in materia di Ricerca e Sviluppo - diversi principi attivi verrebbero impiegati in nanocapsule: materiali a cambiamento di fase o Pcm (i phase-change material sono materiali che permettono di accumulare calore mantenendo una temperatura costante, ndr), cocktail di vitamine e antiossidanti e oli essenziali. Le nanocapsule saranno progettate per realizzare tre meccanismi di rilascio possibile, aumentando l'efficienza dei principi attivi".

Saranno sviluppate diverse applicazioni: un primo strato di indumenti con nanocapsule 'potenziate' con Pcm, per migliorare la gestione termica e il comfort sulla pelle; creme con nanocapsule contenenti cocktail di vitamine e antiossidanti per incrementare l'efficacia anti-invecchiamento; lozioni e prodotti tessili che contengono nanocapsule 'caricate' con oli essenziali per prevenire o attenuare infezioni batteriche della pelle. Applicazioni che verranno poi testate per la loro valutazione in termini di sicurezza e prestazioni.

Skhincaps coinvolge otto partner da cinque Paesi membri dell'Ue (oltre al Portogallo, Spagna, Germania, Belgio e Finlandia), compresi quattro enti di ricerca e quattro Pmi, attivi in diversi stadi della filiera. Il progetto promuoverà forti collaborazioni tra fornitori di materiali, produttori e utenti finali.

"Le nanotecnologie - spiega la coordinatrice del Centi Carla Silva sul sito della Commissione europea dedicato alla ricerca e all’innovazione -possono fornire prodotti e tecnologie molto efficaci, ma dobbiamo sempre tenere a mente che non sappiamo il loro impatto a lungo termine. Così in questo progetto stiamo lavorando con nanomateriali più grandi di 100 nm perché sappiamo che, dal punto di vista dei potenziali effetti collaterali, questo può fare la differenza. Stiamo usando un approccio sicuro con materiali sicuri perché vogliamo che i nostri prodotti arrivino sul mercato, vogliamo il successo delle nostre aziende partner e, come consumatori, vogliamo prodotti efficaci. Deve essere così".

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