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No inquinamento indoor, sì risparmio energetico: la casa (green) del futuro esiste già

Il caso della 'passive house' lombarda che usa le soluzioni MyDatec

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No inquinamento indoor, sì risparmio energetico: la casa (green) del futuro esiste già

Secondo studi dell’Osservatorio qualità aria interna, l’aria degli ambienti chiusi è dalle 5 alle 10 volte più inquinata rispetto a quella esterna. Se da un lato infatti, la crescente incidenza delle malattie a carico dell’apparato respiratorio sta accendendo i riflettori sul tema dell’inquinamento atmosferico outdoor, si tende ancora a sottovalutare il problema della qualità dell’aria all’interno di abitazioni e uffici.

Composti organici volatili (Cov), sostanze inquinanti, muffe e batteri causa di malattie respiratorie rendono estremamente attuale il problema. La tendenza si può invertire e una casa 'verde' e intelligente non è più utopia, ma esiste già. Un esempio lo troviamo a Magenta, dove è stata realizzata la 'passive house' conosciuta come La Ca’ Scroca (la casa intelligente) per le sue caratteristiche ecosostenibili ispirate ai criteri dell’architettura bioclimatica che le sono valsi la prestigiosa certificazione “CasaClima Oro” rilasciata dall’Agenzia CasaClima.

L’edificio, a energia quasi zero, è un complesso immobiliare composto da 12 appartamenti, di cui quattro dotati di soluzioni innovative e smart che garantiscono non solo la climatizzazione ma anche il ricambio dell’aria negli ambienti chiusi in modo da garantire la qualità dell'aria. Tutto con il massimo risparmio energetico.

In particolare, si tratta degli impianti MyDatec (marchio Telema) che utilizzano la tecnologia per la ventilazione meccanica controllata per garantire l'ottimizzazione della qualità dell’aria, e dunque del comfort abitativo, consentendo allo stesso tempo di rispettare le nuove normative edilizie che puntano, entro il 2021 ad applicare gli standard di “Edifici ad Energia Quasi Zero” anche per edilizia privata.

Questi sistemi consentono, in un'unica soluzione, di ventilare, riscaldare, raffrescare, filtrare e deumidificare gli ambienti. Gli impianti recuperano il calore dall’aria estratta grazie a un sistema brevettato di pompe di calore capaci di restituire un’aria sana e pulita, priva di composti organici volatili e sostanze inquinanti.

Tutte le soluzioni garantiscono bassissimi consumi ed emissioni ridotte. Ma soprattutto sono 'smart', ovvero dotate di un “cuore tecnologico” che consente di visualizzare in qualsiasi momento la modalità di funzionamento attiva, la temperatura di ciascun flusso d’aria, il consumo elettrico ed eventuali malfunzionamenti e fornisce dati in tempo reale non solo relativi a temperatura e grado di umidità, ma anche alla presenza dei composti organici volatili all’interno dell’ambiente.

Si tratta dunque di una alternativa già disponibile per il riscaldamento e il raffrescamento delle abitazioni in bioedilizia e le case passive, dove l’impiego in parallelo della tecnologia di recupero termodinamica può fornire risparmi notevoli, trasformandosi in alcuni casi nell’unico sistema di regolazione termica della casa, eliminando il ricorso all’impianto tradizionale.

Soluzioni che sono state protagoniste della dodicesima edizione di Klimahouse Bolzano, la fiera di riferimento a livello nazionale che accende i riflettori sulle soluzioni e le alternative in edilizia in grado di garantire un consistente risparmio energetico.

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