Da New York a Roma, ecco il futuro del ridesharing in 30 città

Da New York a San Francisco fino ad arrivare a Roma. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche (Iit-Cnr), del Mit, della Cornell University e della società Uber ha analizzato il futuro del ridesharing, ossia la condivisione di passaggi in auto, in 30 città del mondo. Attraverso l’analisi di oltre 200 milioni di viaggi di taxi effettuati a New York, Singapore, San Francisco e Vienna, i ricercatori hanno scoperto le leggi della mobilità condivisa che possono essere applicate a qualsiasi città.

La ricerca, pubblicata nel numero di marzo 2017 della rivista Nature Scientific Reports, potrebbe fornire indicazioni per trasformare il futuro del trasporto a livello globale. “La mobilità condivisa si sta diffondendo sempre più: UberPool, che è il servizio di Uber con conducente non professionista per la condivisione dei viaggi, è attivo in oltre 30 città, inclusa San Francisco dove è scelto da oltre il 50% dei suoi clienti" afferma Paolo Santi, ricercatore presso l’Iit-Cnr e il Mit Senseable City Lab.

Grazie ai dati generati, spiega Santi, "è possibile quantificare il potenziale della mobilità condivisa in un modo che era finora impossibile”. Questa disponibilità di dati ha consentito ai ricercatori del Mit e del Cnr la scoperta delle leggi del ride-sharing urbano.

“Per quantificare il rapporto tra domanda di mobilità urbana e il numero di corse condivisibili, è stata utilizzata una metodologia basata sulla scienza delle reti - prosegue Santi - il nostro gruppo di ricerca ha inoltre sviluppato un modello che caratterizza la 'legge del ride-sharing': con tre semplici parametri, l’area urbana, la densità delle richieste di viaggio e la velocità media del traffico, è stato possibile ottenere una stima molto accurata del numero di viaggi che può essere condiviso in una data città”.

Utilizzando questa legge, il team di ricerca è stato in grado di classificare le città in base al loro potenziale di condivisione: “Abbiamo scoperto, per esempio, che Milano ha un potenziale di condivisione dei viaggi di circa il 50%, cinque volte maggiore di Roma: questa differenza è in gran parte dovuta alla diversa velocità del traffico cittadino. Di tutte le città studiate, New York è risultata la città più 'condivisibile' con il 62%, Berlino e Londra fra le meno 'condivisibili', con il 10-15%”, precisa il ricercatore dell’Iit-Cnr".

“I risultati della ricerca mettono anche in luce certe somiglianze tra città storicamente e strutturalmente diverse come Vienna e New York. Questo risultato è sorprendente e la spiegazione possibile per tale somiglianza, nonostante le differenze strutturali, è che ciò che influenza la condivisibilità dei viaggi, è il modo in cui sono organizzate le nostre vite, più che la disposizione della città”.