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Ripristino ambientale, studio: puntare sulle piante autoctone

Pubblicato su Conservation Letters uno studio del Muse

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Ripristino ambientale, studio: puntare sulle piante autoctone

(Fotolia)

Sfruttare le opportunità in termini di sviluppo economico collegate alle azioni di rinaturalizzazione, finalizzate al recupero funzionale degli ecosistemi degradati. Uno studio del Muse - Museo delle Scienze di Trento indica quali specie presenti negli habitat prativi vadano utilizzate in via prioritaria per la produzione industriale di sementi.

Emma Ladouceur, ricercatrice del Muse nell’ambito del progetto Europeo Nasstec, ha pubblicato sul numero di luglio di Conservation Letters un articolo che prende in esame gli habitat prativi delle principali regioni biogeografiche Europee, identificando più di mille specie di piante importanti per i progetti di rinaturalizzazione e riscontrando che solamente il 32% di queste specie, sono disponibili in commercio.

"Per ricreare ecosistemi pienamente funzionanti, il numero di specie da utilizzare va significativamente aumentato - avverte il Muse in una nota - Lo studio propone di sostenere con adeguati investimenti la ricerca sulle tecniche di produzione e controllo della qualità delle sementi autoctone, di stimolare il trasferimento tecnologico tra ricerca e industria e di sviluppare uno specifico quadro normativo di riferimento".

Questo studio assieme ai risultati degli altri 11 ricercatori attivi nella rete Nasstec verrà presentato alla conferenza finale di progetto prevista per fine settembre a Londra (25-29 settembre presso i Royal Botanic Gardens Kew).

Nasstec (the Native Seed Science, Technology&Conservation Initial Training Network) è una rete di alta formazione universitaria sviluppata come 'azione Marie Curie', all’interno del settimo programma quadro dell’Unione Europea per la ricerca e lo sviluppo, è coordinata dal Muse e vede la collaborazione di altri 6 partner sia pubblici che privati da Regno Unito, Spagna e Olanda. Al suo interno operano 12 ricercatori impegnati nel promuovere la conservazione e l'utilizzo di sementi autoctone per migliorare l’efficacia di progetti di rinaturalizzazione.

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