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La nuova mobilità cambierà le città

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La nuova mobilità cambierà le città

Auto autonome, carsharing, bici elettriche. I nuovi modelli di mobilità cambieranno la struttura dello spazio urbano. Ne è convinto l'architetto Carlo Ratti, che presso il Massachusetts Institute of Technology di Boston, dirige un gruppo di ricerca che studia proprio come le nuove tecnologie cambiano il volto delle città.

Perché se "la città del Novecento è stata costruita intorno all'automobile, oggi i nuovi sistemi di mobilità, che sono quelli legati alla condivisione, alle auto autonome senza guidatore che stanno arrivando e in fase di sviluppo molto avanzato, avranno un impatto importante sulle nostre città e credo che le conseguenze saranno molto importanti", spiega Ratti all'AdnKronos.

Un esempio fra tutti, gli spazi di parcheggio: "oggi l'automobile viene usata in media per il 5% del tempo mentre nel 95% del tempo resta parcheggiata da qualche parte, quindi non è usata ma usa uno spazio importante delle nostre città. Questo cambierà con i nuovi sistemi di mobilità - spiega Ratti - perché l'auto, invece di essere parcheggiata, potrà continuare ad essere utilizzata da una persona e poi da un'altra e poi un'altra ancora... questo significa liberare spazi importanti nelle nostre città".

Ruolo da protagonista affidato alla tecnologia grazie alla quale realizzare sistemi misti di mobilità. Ci sono già molte città nel mondo che li stanno sperimentando. "Per esempio Singapore - aggiunge Ratti, che proprio a Singapore ricopre il ruolo di consulente del governo su questi temi - che sta lavorando molto sulla mobilità autonoma senza guidatore. Ma anche Copenhagen che sta lavorando molto sulla sostenibilità, o Boston che lavora sulla partecipazione dei cittadini".

Sperimentazioni diverse tra loro ma che hanno come filo conduttore la tecnologia. "E' un po' quello che avvenne all'inizio della prima rivoluzione digitale, ormai più di 20 anni fa, con la digitalizzazione del mondo fisico, oggi invece - spiega Ratti - riguarda questo mondo ibrido, il mondo dell'internet delle cose, del fisico che incontra il digitale". E in Italia? "L'Italia su questo tema presenta una geografia a macchia di leopardo, con sperimentazioni avanzate portate avanti in alcune realtà, molto meno in altre".

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