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Arredi e filati green, la ricerca punta sulla ginestra della Sila

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Arredi e filati green, la ricerca punta sulla ginestra della Sila

Piano sperimentale realizzato in fibra di ginestra

Arredi e filati green grazie alla ginestra selvatica calabrese. E’ l’obiettivo di un progetto di ricerca made in Italy per sfruttare una risorsa molto diffusa sul territorio producendo vantaggi economici e ambientali. "Il progetto - spiega all’Adnkronos Giuseppe Chidichimo, del dipartimento di Chimica e Tecnologie chimiche dell’Università della Calabria - dà seguito ad altri già realizzati per la valorizzazione della ginestra in termini di produzioni industriali".

Progetti che hanno permesso la messa a punto di un impianto pilota per la produzione di fibra di ginestra per il tessile e di vari materiali compositi utili anche per altre industrie manifatturiere. Ad oggi gli obiettivi del progetto sono molteplici. "Ottimizzare l'impianto pilota attuale per la produzione di fibra in modo da dimostrare tutte le sue potenzialità per la successiva fase di industrializzazione; ottimizzare, anche in collaborazione con il Linificio Nazionale (Marzotto), la fibra tessile aumentandone la morbidezza e realizzando filati di alto titolo - continua - valorizzare la fibra di ginestra nell'ambito della produzione di pannelli per l'industria mobiliera di media densità ed elevata resistenza meccanica".

Diversi - spiega l'esperto - i partner del progetto: l’azienda Camillo Sirianni di Soveria Mannelli (Catanzaro) coinvolta nella sperimentazione di processi produttivi di pannelli per arredi in fibra di ginestra, la Sunfil di Castrovillari (Cosenza) per la sperimentazione di processi di ammorbidimento della fibra di ginestra per l'impiego nel tessile di qualità e il Consorzio Tebaid (Rende) per la messa a punto di metodologie chimico fisiche per l'ammorbidimento delle fibre tessili di ginestra.

All’Università della Calabria il compito della "messa a punto su base di laboratorio di formulazioni in fibra di ginestra utili per la produzione industriale di pannelli per arredi e loro caratterizzazione chimica e fisica", chiarisce Chidichimo.

A che punto sono oggi le attività di ricerca? "L'ottimizzazione dell'impianto pilota è molto prossima alla fase finale, con lo sviluppo di una metodologia di estrazione delle fibre dalle piante macerate molto più efficiente rispetto al modello precedentemente sviluppato - spiega - Sono stati messi a punto pannelli in fibra di ginestra di media densità per arredi molto innovativi ed esteticamente molto promettenti. Sono in corso esperimenti di ammorbidimento della fibra. Gli studi sono in una buona fase di avanzamento".

A lavorare sulle applicazioni della fibra di ginestra nel settore degli arredi, come detto, la Camillo Sirianni. "La nostra è un’attività di produzione di arredi per spazi collettivi, nello specifico scuole e università. Siamo alla terza generazione e a quasi 110 anni di attività. E abbiamo un mercato nazionale e internazionale", racconta Claudio Sirianni. "Abbiamo affiancato l’Università per capire, sia a livello di ricerca industriale che di sviluppo sperimentale, quali sono le tecniche migliori che possono essere adottate per realizzare questi pannelli" e "se può essere un’attività che ai fini economici può avere valenza", spiega.

"Stiamo lavorando per capire l’applicazione pratica di questa pianta che ha il vantaggio della disponibilità sul territorio calabrese, in maniera vasta e gratuita. Si trova soprattutto in Sila, dove ci sono grosse vegetazioni che spesso devono essere tagliate da chi utilizza questi terreni per altre attività", racconta Sirianni.

Una risorsa, dunque, largamente disponibile. "La pianta di ginestra (Spartium Junceum) cresce spontaneamente in zone anche non irrigue che non si prestano ad altre coltivazioni. In Calabria si stima che vi siano 20.000 ettari di ginestreti nati spontaneamente che potrebbero essere sfruttati in modo adeguato - continua Chidichimo - La resa agronomica della pianta in appezzamenti coltivati è elevata (circa 30 t/h). Dopo tre anni dalla messa a dimora la pianta può essere tagliata a 20 cm dal suolo e rinasce spontaneamente, pronta per essere raccolta l'anno successivo. La fibra di ginestra ha caratteristiche migliori rispetto a quella del lino: è più elastica e più igroscopica e ha una densità inferiore: tutte caratteristiche collegate al suo minore grado di cristallinità rispetto ad altre fibre cellulosiche".

Non solo. Sarebbero numerose anche le ricadute positive, in termini ambientali ed economici, derivanti da un impiego a livello industriale della fibra di ginestra. "Darebbe reddito a terreni marginali attualmente non utilizzati; costituirebbe dei presidi di difesa ambientali in quanto ridurrebbe lo sviluppo di incendi, ponendo a coltivazione zone limitrofe ora abbandonate, e ridurrebbe la franosità dei terreni scoscesi (in quanto la ginestra ha radici molto profonde); consentirebbe lo sviluppo di manufatti migliori e richiesti dal mercato in vari settori industriali (tessile, mobiliero, ecc…). La possibilità di innestare tutta questa filiera produttiva è molto connessa allo sviluppo di impianti industriali molto efficienti per l'estrazione della fibra tessile. Questo è uno dei problemi principali che affronta il nostro attuale progetto di ricerca", conclude.

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